Bellezza senza frontiere


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Bellezza senza frontiere

Come assecondare un concetto di bellezza personale nel rispetto delle caratteristiche fisiologiche e cutanee di una particolare etnia? È la sfida che l’odierna società multirazziale lancia alla dermatologia e alla medicina estetica.

I canoni di bellezza sono uguali per tutti? È il tema affrontato nell’ormai celebre esperimento Before and After dalla giornalista Esther Honig. Le immagini di due donne, una ripresa in primo piano e una a figura intera, sono state consegnate a decine di grafici pubblicitari di diverse nazionalità con la richiesta di modificarle con Photoshop in base ai loro personali canoni di bellezza. Le differenze tra i diversi fotoritocchi sono evidenti, dimostrando come il concetto di bellezza sia tutt’altro che universale.

 

Se all’inizio del suo sviluppo, la medicina estetica stabiliva come focus primario la ricerca di un’alternativa meno invasiva alla tradizionale chirurgia plastica, oggi si trova a far fronte a un’utenza esperta e informata, che richiede trattamenti personalizzati in grado di adattarsi perfettamente alle specifiche esigenze della pelle. A questo si aggiunge I’ulteriore diversificazione riguardante l’etnia del paziente, sia in termini di caratteristiche cutanee che di risultato estetico atteso.

 

La prima necessità per gli specialisti del settore è stata quella di approfondire le conoscenze riguardo alle caratteristiche dermatologiche dei diversi gruppi etnici. Il primo fattore chiave che caratterizza e diversifica le varie etnie è certamente il colore della pelle. Quella che in prima battuta potrebbe sembrare una semplice differenza cromatica, incide notevolmente non solo sulla reazione della pelle ai raggi solari, individuati come principale causa di invecchiamento cutaneo. Infatti, anche altri parametri, quali idratazione, sebo, pH, perdita d’acqua transepidermica, elasticità, sono significativamente differenti nelle varie popolazioni.

 

La pelle scura è tendenzialmente grassa e resistente, presenta un microrilievo regolare ma è soggetta a solchi profondi e rughe d’espressione. Filler riempitivi e tossina botulinica rappresentano dunque i trattamenti più indicati. Da evitare invece il laser estetico come metodica di fotoringiovanimento: le pelli scure hanno infatti un rischio elevato di manifestare iperpigmentazioni in seguito a laser terapia, problematica poi difficilmente risolvibile dato che non esistono agenti depigmentanti veramente efficaci sulla pelle di colore.

 

Le donne asiatiche possiedono generalmente la pelle più spessa rispetto alle caucasiche ma il tasso di idratazione è inferiore e mostrano frequentemente macchie e colorito spento. Rughe e solchi maggiormente presenti in corrispondenza del contorno occhi, della fronte e ai lati della bocca iniziano a diventare più evidenti dopo i 40 anni. Trattamenti preventivi biorivitalizzanti a base di acido ialuronico e aminoacidi risultano ideali per le pelli asiatiche in modo da aumentare i livelli di idratazione profonda e donare alla cute luminosità e freschezza.

 

Al contrario la pelle delle donne caucasiche è sottile, anelastica e risente particolarmente della forza di gravità. Perdita di volume, ovale del viso poco definito e solchi nasogenieni rappresentano il focus primario di trattamento che prevede l’utilizzo di filler dall’azione volumizzante e biorivitalizzante.

 

Ulteriori differenze sono riscontrabili tra le donne Europee. Negli stati più occidentali si predilige una “bellezza senza traccia” e si chiedono trattamenti dal risultato estetico naturale. Al contrario le donne dell’est Europa ricercano spesso risultati molto evidenti, quasi esagerati.

 

Le specifiche peculiarità cutanee delle diverse etnie non rappresentano il solo ostacolo da superare; il medico estetico deve interfacciarsi anche con il “gap” socioculturale e con il risultato atteso dai singoli pazienti. I canoni di bellezza infatti variano notevolmente da paese a paese. Le donne mediorientali focalizzano i trattamenti di medicina estetica sul volto e in particolare sullo sguardo, sono caratterizzate da una cute spessa e resistente quindi richiedono risultati immediatamente visibili. Al contrario le donne latine si concentrano soprattutto sulla cura del corpo.

 

E cosa dire quando un’etnia fa di tutto per somigliare a un’altra? Noi ricerchiamo l’abbronzatura, le donne asiatiche vorrebbero un viso meno quadrato e gli occhi meno a mandorla, persone di pelle scura fanno di tutto per schiarirla… Lo slogan “united colors” descrive alla perfezione le contraddizioni del nostro tempo.

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