Come e quando preparare la pelle al sole


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Come e quando preparare la pelle al sole

La primavera si sa, per gli amanti dell’abbronzatura, è un periodo di transito tra le rigide temperature invernali e la tanto amata tintarella estiva.

Non tutti sanno però che se si vuole ottenere una sana abbronzatura, è proprio in questa stagione che bisogna cominciare a preparare la nostra pelle all’esposizione solare. Ci spiega in che modo farlo e a cosa stare attenti, la dottoressa Adele Sparavigna, Medico Chirurgo Specialista in Dermatologa e Venereologa.

Quanto tempo prima bisogna cominciare a preparare la pelle all’esposizione al sole?

Per una buona preparazione dobbiamo cominciare almeno due mesi prima. Abbiamo bisogno di agire da un punto di vista alimentare, cosmetico e protettivo, per uno dei momenti più delicati dell’anno per la nostra cute. Nei periodi di massima esposizione al sole vi è  infatti nella pelle una eccessiva produzione di radicali liberi. Questi non sono sempre nocivi, ci danno energia, protezione dalle infezioni e  non potremmo viverne senza. L’eccessiva produzione di radicali liberi però potrebbe essere nociva per l’organismo e questo succede in misura diversa a seconda dei fototipi dei soggetti.  Se si ha la pelle scura e quindi si ha più melanina, questa ci protegge dalla produzione eccessiva di radicali liberi, mentre con una quota minore di melanina nella pelle e quindi con  la carnagione più chiara, si è più esposti al danno.

Come cambia l’apporto di melanina nei diversi soggetti?

Nella cute  abbiamo due tipi di melanina: la eumelanina, quella bruna, definita buona che ci protegge realmente e la feomelanina, quella rossa quasi tossica per le cellule. La composizione percentuale variabile tra eumelanina e feomelanina, determina la reale capacità di protezione dal sole . Chi ha più eumelanina si proteggerà meglio, chi invece ha più feomelanina avrà più difficoltà. Ad esempio le persone rosse di capelli ricevono quasi un danno dalla propria melanina, per cui per questi soggetti è più rischioso esporsi al sole sia per possibili eritemi e scottature, ma anche per i danni cronici del sole, come il foto invecchiamento, l’invecchiamento precoce della pelle e anche per la comparsa di lesioni precancerose e cancerose cutanee, tra cui la più importante e temuta è il melanoma. Quindi è molto importante proteggersi, ma è importante farlo in maniera differenziata, i soggetti con la cute chiara o rossa, definiti in gergo medico feomelanici, dovranno proteggersi di più, mentre i soggetti con una buona pigmentazione definiti eumelanici, potranno proteggersi di meno.

Come prepariamo la pelle concretamente a questa esposizione solare?

Ci sono tre fasi tutte ugualmente importanti: un’integrazione alimentare, una preparazione di tipo cosmetico levigante ed emolliente, e una fotoprotezione solare adeguata al tipo di pelle e al momento dell’esposizione. La prima cosa da fare è cominciare con un’integrazione alimentare specifica, che va a potenziare le difese anti radicaliche dell’organismo. Questo primo step è rivolto in particolare ai soggetti con carnagione chiara e consiste nell’assunzione di sostanze antiossidanti come la vitamina E, come i carotenoidi, i pigmenti precursori della vitamina A, contenuti negli ortaggi dal colorito arancio-rosso come le carote. Un’altra sostanza molto importante in questo caso è il licopene contenuto nei pomodori. Questo tipo di integrazione ,da iniziare due mesi prima dell’estate intorno ad aprile, maggio, dovrà continuare per il tutto il periodo di esposizione al sole fino a settembre inoltrato.

I passaggi successivi poi riguardano la cosmetica e la protezione della pelle per tutti i fototipi?

Si, la pelle prima dell’esposizione ai raggi solari va ammorbidita utilizzando idratanti ed emollienti e dopo protetta con filtri e prodotti solari in misura progressivamente sempre più importante, che possono essere di vari tipi e formulazioni a seconda delle esigenze. E’ consigliato esfoliare un po’ la pelle andando a utilizzare degli agenti che fanno un po’ di peeling in modo da levigare la superficie cutanea, in questo modo si predispone il corpo ad un abbronzatura più omogenea. Si possono usare anche prodotti a base di alfa e beta idrossiacidi.

Ci sono dei consigli da dare a seconda delle diverse carnagioni?

Iniziamo col dire che molti dei consigli che possiamo dare, non sono uguali per tutti e per questo bisogna fare una distinzione tra i diversi soggetti. Chi ha la pelle chiara che si pigmenta poco e non si abbronza facilmente corrisponde al primo fototipo, quelli invece con la pelle molto scura, che non si scotta al sole con pigmentazione elevata rappresentano l’ultimo fototipo, il sei. Ovviamente ci sono dei fattori di protezione diversi per i vari fototipi. Il fattore di protezione oggi per legge comunitaria e europea  non si distingue più in base al numero, ma in base a un giudizio, possiamo avere infatti un fattore di protezione basso, medio, elevato e molto elevato. La protezione dai raggi solari inoltre cambia anche a secondo del momento, a inizio stagione si ha una suscettibilità al sole maggiore e quindi bisognerà proteggersi di più, man mano poi si può abbassare il fattore di protezione solare anche dopo una settimana, dieci giorni di esposizione. Per una carnagione chiara ad esempio è necessario utilizzare una crema che sia particolarmente restitutiva e con un fattore di protezione molto elevato 50 o 50+. Se la cute è secca, meglio utilizzare una protezione con  una formulazione più grassa in crema o lozione, se invece è  più grassa si potranno utilizzare degli spray, con una formulazione più leggera.

Quali sono i benefici dell’esposizione al sole?

E’ importante capire che il sole in generale, non è nocivo per la nostra salute, basta saperlo prendere. Con l’esposizione al sole durante l’estate il nostro corpo produce vitamina D, che poi viene sfruttata durante l’inverno, momento in cui ne prendiamo meno. La vitamina D non è solo importante per le ossa e per la crescita, ma ha un’azione molto protettiva nei confronti dell’organismo, riducendo infiammazioni, i processi autoimmunitari  e proteggendo persino dal cancro, quindi è importante avere dei livelli adeguati  di vitamina D nel sangue. La conversione della vitamina D avviene nella pelle proprio grazie alle radiazioni solari. Se ci proteggiamo troppo e non scaliamo mai il fattore di protezione, rischiamo di non immagazzinare questa vitamina, il che a lungo andare potrebbe portare ad avere problemi di ipovitaminosi D. Per approvvigionarci di un’adeguata scorta di vitamina D per l’inverno, gli scienziati consigliano di stare una mezz’ora all’aria aperta, d’estate, in short e maglietta,  senza l’utilizzo di filtri, quindi al mattino presto o il pomeriggio tardi, quando i raggi solari non sono forti, in modo tale da avere comunque un beneficio da queste radiazioni ultraviolette. L’esposizione solare è anche l’unico modo naturale e gratuito che abbiamo di approvvigionarci di questa vitamina in forma attiva, quindi è bene sfruttarlo.

Quando bisogna invece stare attenti ai raggi solari?

Se si va al sole durante l’inverno, magari per un viaggio in posti esotici, bisogna fare molta attenzione, perché la nostra pelle è abituata a prepararsi al sole con l’alternanza delle stagioni. In questo caso invece la pelle, che non ha avuto la giusta preparazione temporale, sarà molto più sensibile e quindi la protezione dovrà essere massima. In generale però nei  momenti di maggiore insolazione bisogna proteggersi bene e ricordarsi sempre di mettere la crema protettiva anche dopo il bagno. Una particolare attenzione dobbiamo averla per le persone soggette alla formazione di macchie, le donne che assumono la pillola o in gravidanza e soprattutto ai bambini, che hanno una cute molto più delicata della nostra e quindi vanno protetti in maniera più intensa. E’ importante ricordare, per non sottovalutare il problema, che il danno che noi riceviamo dal sole per una cattiva esposizione è di tipo cumulativo, man mano che andiamo avanti questo si registra nel tempo e si accumula, al punto che potremmo anche esaurire il nostro capitale solare e cioè il tempo che possiamo spendere al sole senza riceverne un danno. Di contro non dobbiamo nemmeno dimenticare che il sole, fa molto bene all’umore e quindi è importante esporsi ai raggi solari, ovviamente con le dovute precauzioni.

 

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