Cosmetica correttiva: la bellezza ci cura.


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Cosmetica correttiva: la bellezza ci cura.

Il trucco: fino a pochi anni fa sconsigliato vivamente per la pelle patologica, oggi è del tutto riabilitato dalla comunità scientifica. Purché i prodotti siano di ultima generazione.

Il make-up può giocare un ruolo primario nell’accettazione psicologica della patologia cutanea da parte del paziente e di conseguenza nel recupero della sua dimensione sociale e oggi può contare su soluzioni tecnologiche fino a ieri impensabili. Tanto che parlare di trucco è diventato riduttivo: è necessario fare un passo ulteriore ed entrare nell’universo dei cosmetici o maquillage correttivi.

 

Alcune patologie cutanee anche lievi possono compromettere l’aspetto del paziente, con significative conseguenze dal punto di vista psicologico e della vita di relazione. La cosmetica correttiva, sebbene non risolutiva, può aiutare a convivere meglio con questi problemi. Il vantaggio psicologico che ne deriva può addirittura favorire un evidente miglioramento del quadro clinico.

 

Tuttavia, la cosmetica correttiva va applicata con prodotti specifici. Per questi ultimi, si rendono necessari alcuni accorgimenti formulativi finalizzati all’ottenimento dei massimi standard qualitativi per quanto riguarda la tollerabilità, l’efficacia e la gradevolezza cosmetica. Insomma, si tratta di prodotti di ultima generazione, frutto di una ricerca scientifica avanzata.

 

Per quanto riguarda la tollerabilità, il prodotto ideale per la cosmetica correttiva deve avere superato severi test anche sulla pelle sensibile che ne garantiscano l’ipoallergenicità e la non comedogenicità, inoltre non deve risultare occlusivo e deve essere privo di profumo. In questo modo è garantita l’innocuità anche in presenza di patologie cutanee.

 

In merito all’efficacia, il prodotto ideale per la cosmetica correttiva deve garantire una capacità di copertura molto superiore rispetto a quella, ad esempio, di un fondotinta classico. Ciò si ottiene grazie a una maggiore concentrazione di pigmento. Il prodotto dovrà inoltre mantenere una tenuta ottimale a lungo, resistendo il più possibile a tutte le condizioni (anche estreme) che si possono verificare nella vita quotidiana, quali l’aumento della sudorazione, il contatto con l’acqua, lo sfregamento.

 

A tutte queste caratteristiche, tipiche di un prodotto altamente tecnico ed efficace anche su alterazioni cutanee molto evidenti, si devono affiancare altri aspetti non secondari, legati alla gradevolezza cosmetica. Il paziente infatti, presumibilmente farà del prodotto di cosmetica correttiva una vera e propria seconda pelle in cui sentirsi a proprio agio in ogni situazione. Di conseguenza l’iper-efficacia andrà coniugata con la spalmabilità, la scorrevolezza, la plasticità del prodotto. Infatti, questo dovrà adattarsi perfettamente alla fisionomia del paziente senza evidenziarne il rilievo cutaneo, garantendo naturalezza, comfort ed evitando l’effetto “maschera”.

 

Oggi il dermatologo può serenamente affermare di avere uno strumento in più da inserire nella propria pratica clinica, la cui efficacia non si può misurare nella regressione della patologia, bensì in un miglioramento generalizzato dello stile di vita del paziente, cosa che ben si inserisce nei nuovi orientamenti della medicina moderna.

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