Epilazione luce pulsata: come funziona?


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Epilazione luce pulsata: come funziona?

Decisamente più economica, versatile e sicura rispetto al laser, la luce pulsata ad alta intensità (dall’inglese Intense Pulsed Light – IPL) è tra le metodiche più diffuse di fotoepilazione.

Epilazione luca pulsata: la tecnologia

La tecnologia si basa sulla foto-termolisi selettiva: l’energia emessa attraverso brevissimi impulsi luminosi, penetra nella cute e viene assorbita da un cromoforo (in questo caso la melanina del pelo), surriscaldando e distruggendo selettivamente il bulbo pilifero. Nonostante non si possa parlare di una metodica permanente, consente comunque di ottenere risultati soddisfacenti tali da permettere nel tempo sedute sempre più distanziate.

Epilazione luce pulsata: quali sono i risultati?

Il tipo di risultato dipende poi da alcune variabili, il candidato ideale dovrebbe essere con pelle chiara e peli scuri, oltre a ciò la presenza di squilibri ormonali potrebbe ridurre l’efficacia del trattamento in determinate sedi cutanee come il viso. Per la stessa ragione, nonostante la metodica in se non presenti particolari controindicazioni, se ne sconsiglia comunque l’utilizzo sugli adolescenti prima del completo sviluppo puberale. La durata della seduta è generalmente ridotta, in genere va dai 10 ai 30 minuti in base all’estensione della zona da trattare.

Epilazione luce pulsata: è dolorosa?

La sensazione che viene avvertita durante il trattamento (pizzicore e leggero fastidio) dipende dalla sensibilità personale del soggetto, dal calibro dei peli e dalla zona del corpo su cui si va a lavorare. Subito in seguito al trattamento la pelle risulterà un po’ arrossata e si potrebbe avvertire una sensazione di leggero calore che però scomparirà entro poche ore.

Epilazione luce pulsata: il post trattamento da seguire

Nei giorni successivi è consigliabile idratare la pelle con creme ad azione lenitiva, evitare il contatto con sostanze o cosmetici irritanti e l’esposizione a sole e lampade abbronzanti. Per quanto si tratti di una metodica assolutamente sicura e non invasiva, è di fondamentale importanza rivolgersi ad operatori esperti che in seguito ad una accurata anamnesi (patologie cutanee, assunzione di farmaci fotosensibilizzanti…) siano in grado di valutare la fattibilità del trattamento e di settare la strumentazione in base alla specifica tipologia cutanea.

 

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