La nostra pelle e l’ambiente: una relazione pericolosa.


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


La nostra pelle e l’ambiente: una relazione pericolosa.

La pelle è una barriera con cui l’organismo si difende dalle aggressioni ambientali. L’inquinamento atmosferico presente nelle nostre città ne accelera l’età biologica.

 

La pelle è l’organo che letteralmente ci avvolge ed è quindi il primo a stabilire, controllare e trasmettere i contatti con il mondo esterno. La pelle inoltre è ormai da lungo tempo ritenuta responsabile della nostra protezione dall’impatto con il mondo circostante (insulti fisici, chimici, microbiologici) ed è ben nota la sua importanza nel mantenimento dell’omeostasi (l’equilibrio termico e chimico) dell’organismo. Inoltre, risulta sempre più evidente che la cute non solo rappresenta una parte integrante dei sistemi immunitari, nervoso ed endocrino, ma anche che è in grado di stabilire, al suo interno, una serie di interconnessioni tra questi sistemi. La “psiconeuroimmunologia” è la scienza che studia queste interconnessioni e che spiega, ad esempio, l’origine di certe malattie dermatologiche psicosomatiche.

 

Date queste premesse, diventa sempre più improcrastinabile studiare l’universo delle sostanze chimiche inquinanti, tutto ciò che finisce nell’aria, nel suolo, nelle acque, l’azione del clima malato, dell’inquinamento elettromagnetico e persino di quello acustico (ad esempio è stato dimostrato che esiste una correlazione tra inquinamento acustico e gravità della dermatite atopica) e i loro effetti sulla pelle. L’età biologica della pelle, spesso non corrispondente alla sua età anagrafica, dipende molto dai fattori chimici ambientali. Dobbiamo abituarci a considerare gli effetti di questi fattori non solo “sulla” ma anche “attraverso” la pelle, perché la pelle può fungere da significativa e preoccupante porta d’ingresso e di metabolizzazione di fattori ambientali nocivi, tossici e cancerogeni, in grado di esercitare la loro attività patogena anche sugli organi interni.

 

L’abbinamento di pelle (come ecosistema cutaneo) e pianeta (come ecosistema ambientale) è dunque un abbinamento naturale e logico. Secondo l’associazione internazionale di ecodermatologia Skineco la tutela e salvaguardia del nostro microambiente e del macroambiente mondo si associano in un tutt’uno.

 

La nostra salute è strettamente connessa alla salute ambientale e passa anche dallo studio di cosmetici sempre più innovativi, sempre più dermocompatibili, ma soprattutto più ecocompatibili. Promuovere prodotti in grado di rispettare l’organo cute e l’ambiente che ci circonda significa non solo studiare formulazioni che riducano o eliminino l’uso di sostanze pericolose o non idonee ma anche l’efficienza energetica del processo produttivo (in altri termini la riduzione delle emissioni di anidride carbonica) e la compatibilità con l’ambiente dei materiali utilizzati per il confezionamento.

 

Non si tratta solo di utilizzare ingredienti naturali ma una chimica sostenibile basata sull’utilizzo di metodi di sintesi ideati per usare o generare sostanze sempre meno tossiche sia per la salute umana che per l’ambiente, prevenendo la produzione di rifiuti attraverso la possibilità di incorporare nel prodotto finale tutti i materiali utilizzati nel processo.

 

I fabbisogni d’energia sono altrettanto importanti: le reazioni di sintesi chimica dovranno sempre più essere condotte a temperatura e pressione ambiente. Per quanto riguarda il confezionamento, oltre all’utilizzo di materiali riciclabili o biodegradabili, si dovrebbe evitare di assemblare nella stessa confezione materiali diversi che risultino difficili da smaltire nella raccolta differenziata.

 

Quello che ad oggi appare un sacrificio per le aziende, e cioè la completa rivoluzione dei cicli produttivi e di smaltimento, diventerà in futuro un modo per risparmiare danaro, ridurre le inefficienze e promuovere il proprio marchio verso una clientela attenta, esigente e in continua crescita com’è quella che acquista prodotti dichiaratamente ecologici.

 

 

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