Miglioramento della prestazione muscolare: attività fisica o elettrostimolazione passiva?


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Miglioramento della prestazione muscolare: attività fisica o elettrostimolazione passiva?

Avere un corpo in costante lavoro muscolare, tonico e scolpito è sinonimo di benessere fisico, psicologico e di buona salute.

La pratica dell’attività fisica ha lo scopo principale di migliorare le dimensioni, il grado di elasticità e tonicità dei vari distretti anatomici muscolari. Allenare un muscolo  vuol dire sottoporlo ad un carico di lavoro di una certa intensità e creargli una situazione fisiologica di ipertrofia e in alcuni casi di iperplasia. Uno stimolo “allenante”  di tipo attivo o passivo porta un adattamento muscolare diverso a seconda dei casi.

Ci si chiede in pratica, se un elettrostimolatore possa portare un miglioramento della prestazione muscolare al pari di un’attività svolta in palestra o addirittura sostituirla. Per rispondere a  questo quesito bisogna dapprima, illustrare come cambia fisiologicamente un muscolo sottoposto ad esercizio fisico attivo. Premesso che la dimensione dei muscoli in condizioni fisiologiche è influenzata anche da fattori ereditari ed ormonali, il lavoro muscolare attivo svolto volontariamente da un individuo che si sottopone ad una certa intensità e costanza di lavoro muscolare, crea senz’altro un  aumento della sezione trasversa dei comparti muscolari allenati (ipertrofia). Infatti, il diametro delle fibre muscolari aumenta, per effetto del moltiplicarsi del numero di actina e miosina, proprio perchè il muscolo si contrae sotto un determinato carico di lavoro, nel medio lungo arco di tempo e senza interruzione. Oltre alla dimensione muscolare, aumentano la forza, la potenza e la resistenza. Più è grande la sezione trasversa, più forte sarà il muscolo. Più  sarà grande l’ampiezza del movimento per il numero di contrazioni al minuto, più aumenterà la potenza del muscolo. Più substrati energetici il muscolo avrà a disposizione per il suo lavoro, più risulterà resistente al senso di affaticamento. Inoltre bisogna dire che il grado finale di ipertrofia fisiologica dipende anche dalla meccanica del lavoro muscolare. Un’ azione di contrazione completa e stiramento incompleto porta ad accorciamento del ventre muscolare senza variazione delle dimensioni dei tendini (muscolo più corto a riposo). Un’azione di contrazione incompleta e stiramento completo accorcia il ventre muscolare e allunga i tendini (muscolo più lungo a riposo). Infine un ‘azione di contrazione e stiramento incompleti accorcia il ventre muscolare con allungamento dei tendini (muscolo più corto). Queste condizioni sono il risultato di un normale allenamento attivo:  dalla ginnastica aerobica fino a sport di tipo anaerobico.

La stimolazione passiva di un comparto muscolare tramite elettrodi, invece, presenta alcuni limiti. L’elettrostimolatore è un apparecchio che sfrutta l’eccitazione delle cellule nervose, creando impulsi elettrici per stimolare passivamente il muscolo. Come per il lavoro muscolare attivo, anche questi apparecchi prevedono una serie di programmi per sviluppare forza esplosiva, resistenza e tonicità, l’elettrostimolatore però non ha la stessa capacità di attivazione specifica della meccanica muscolare. Applicando gli elettrodi ad un comparto muscolare non si riprodurranno mai le azioni fisiologiche di tale meccanica: pre-stiramento iniziale, stiramento e accorciamento in fasi successive o alternate. Inoltre l’elettrostimolatore non potrà mai riprodurre la catena cinetica del movimento. Se nell’esercizio attivo vengono coinvolti contemporaneamente e naturalmente tanti gruppi muscolari, con la stimolazione passiva tramite elettrodi si creano piccoli “agglomerati” di muscoli forti e allenati ed altrettanti  isolati e deboli che nel tempo, saranno quelli più esposti al rischio di future lesioni.

Inoltre, la stimolazione passiva non è adatta in  casi di traumi ossei o articolari e per chi ha la ha pelle sensibile (la stimolazione ad una certa intensità può creare fenomeni di irritazione).

L’uso di questi apparecchi dovrebbe essere destinato prettamente alla riabilitazione e alla terapia di trattamento del dolore muscolare. Nella pratica sportiva l’uso degli elettrostimolatori può essere un aiuto al miglioramento della performance atletica, ma non è sostitutivo dell’attività motoria.

 

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