Peeling chimico acne, la soluzione?


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Peeling chimico acne, la soluzione?

Si pensa all’acne come la semplice comparsa di “brufoli” sul volto, in realtà è una vera e propria patologia infiammatoria a carico dei follicoli pilo-sebacei, che assume da sempre interesse ed attualità non solo da un punto di vista medico ma anche per le implicazioni estetiche e sovente psicologiche che potrebbero ripercuotersi sulla vita sociale.

Peeling chimico acne: come funziona il trattamento

L’entità della manifestazione clinica (comedoni, papule, pustole, noduli e pseudocisti) va di pari passo con il susseguirsi di 4 fasi fondamentali: stimolazione ormonale ed ipersecrezione sebacea, ostruzione del follicolo, colonizzazione batterica, infiammazione. Il peeling chimico è certamente tra i trattamenti più frequentemente impiegati. Consiste nell’esfoliare la pelle utilizzando sostanze che aiutano ad accelerare il ricambio cellulare della pelle, rimuovendo lo strato corneo superficiale, contrastando l’ostruzione dei follicoli ed aiutando ad eliminare le imperfezioni.

Peeling chimico acne: i vari tipi di peeling

Esistono diverse categorie di peeling che agiscono in modo differente a seconda della profondità della penetrazione dell’agente esfoliante. La scelta del sistema esfoliante non è casuale: il dermatologo seleziona il tipo di peeling più adatto in base a: tipo di acne, terapie preesistenti e concomitanti, sensibilità della cute. In linea molto generale, si può dire che il peeling superficiale (a base di acido salicilico al 30% oppure acido glicolico al 70% o acido tricloroacetico dal 15% al 20%) è generalmente indicato per il trattamento di acne lieve-moderata e per ipercromie e cicatrici post-acne. Il peeling medio e profondo (acido tricloroacetico al 35-40%, peeling combinati, fenolo all’88%) è invece indicato per gli esiti cicariziali dell’acne.

Peeling chimico acne: gli effetti del trattamento

Di solito è necessario un programma di più sedute dal dermatologo per ottenere dei risultati soddisfacenti. Può causare rossore, leggero gonfiore e desquamazione per alcuni giorni. In seguito alle sedute bisognerà evitare di esporsi al sole e/o a lampade abbronzanti; lavare il viso solo 6-8 ore dopo il trattamento; usare un idratante ogni 6 ore per un periodo minimo di 3 giorni; porre estrema attenzione a non cercare di distaccare le squame o le croste eventualmente presenti; fare uso di protettori solari per tutto il periodo di trattamento e fino ad almeno un mese di distanza dall’ultima seduta.

 

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]