Quando il cosmetico si trasforma in nemico


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Quando il cosmetico si trasforma in nemico

Ogni giorno utilizziamo una grande quantità di cosmetici per l’igiene, la cura di pelle, unghie, capelli, denti e bocca, e per il make-up. Ma cosa dobbiamo fare in caso di reazioni indesiderate?

Per definizione, un cosmetico è un prodotto che non ha effetti curativi, non contiene ingredienti farmacologicamente attivi, ma serve semplicemente a migliorare il nostro aspetto e la nostra igiene senza influire sulla struttura e funzione della pelle. Ogni giorno usiamo sapone, bagnoschiuma, shampoo, deodorante, profumo, creme, lozioni, impacchi per capelli, mousse, lacche, dentifrici, collutori e la lista potrebbe continuare.

 

Sono alleati indispensabili per curare la nostra igiene e il nostro aspetto, ma alle volte possono causare reazioni indesiderate. Nella maggior parte dei casi si tratta di dermatiti da contatto, affezioni infiammatorie causate dall’esposizione della pelle ad una determinata sostanza. A prima vista, non è facile capire se si tratti di una dermatite da contatto di natura irritativa o allergica, perché le reazioni cutanee sono simili. La comparsa di queste reazioni può essere ovviamente imputabile a un’alterazione dei prodotti ma è più spesso dovuta a lesioni cutanee preesistenti, all’uso e alla combinazione sbagliata di vari cosmetici, a una predisposizione alle irritazioni.

Innanzitutto, per utilizzare i cosmetici in tutta sicurezza si richiede che prima della loro applicazione sia osservata una buona igiene delle mani e del viso.

Poi bisogna fare attenzione a non condividerli, a pulire bene pennelli e applicatori e a conservare i prodotti nel modo corretto: chiudendoli ermeticamente e riponendoli lontano dalle fonti di calore e dall’esposizione diretta del sole.

 

Se infine i prodotti cambiano colore, odore o consistenza è sempre bene buttarli. Inoltre, dobbiamo sempre utilizzare i prodotti seguendo le istruzioni per l’uso e tenere sempre in considerazione la nostra predisposizione del momento. Ad esempio, quando la pelle è già irritata per vari motivi (climatici, ambientali, stress) oppure è stata sottoposta a traumi, è più facile che sviluppi una reazione a un cosmetico. La reazione da contatto diretto, dermatite da contatto, colpisce le sedi di applicazione dei prodotti: cuoio capelluto, viso, collo, orecchie, ascelle e in particolar modo le mani che hanno spalmato il prodotto.

 

Nello specifico, la dermatite allergica da contatto, indicata con la sigla D.A.C., indica una reazione cutanea dovuta alla risposta del sistema immunitario nei confronti di una determinata sostanza che riconosce come estranea. Tale sostanza, definita “allergene”, penetra inizialmente nella pelle, per poi entrare in contatto con cellule immunitarie particolarmente sensibili ad essa, i linfociti, i quali inizieranno a proliferare, riuscendo così a riconoscerla anche in successivi contatti.

 

In seguito alla prima esposizione della cute all’allergene, la reazione si manifesta inizialmente nell’area del contatto, non prima di due settimane dopo l’utilizzo. Ogni contatto successivo comporta una comparsa più precoce delle lesioni cutanee, entro uno o due giorni, ed estesa anche in punti distanti dal contatto con la sostanza allergica. La dermatite allergica da contatto si manifesta con arrossamenti e pruriti. Agli eritemi si aggiungono poi piccole vescicole superficiali che spesso desquamano (eczemi).

 

La dermatite irritativa da contatto (D.I.C.) è causata invece dall’azione diretta delle sostanze che, se irritanti e aggressive per l’individuo, possono danneggiare la pelle causando un’infiammazione anche dopo una prima esposizione. Generalmente insorge propriamente nella zona del contatto, senza diffondersi ad altre zone distanti e con riacutizzazioni lente. Va detto che nella maggior parte dei casi, le dermatiti di natura irritativa sono ben più frequenti rispetto a quelle di natura allergica; l’80% dei casi, contro il 20% per la forma allergica.

 

Sono più comunemente causa di allergie le sostanze profumate (olii essenziali naturali oppure fragranze sintetiche), i conservanti (indispensabili per evitare la contaminazione microbica dei prodotti), la parafenilendiamina (contenuta nelle tinture per capelli).  Le dermatiti allergiche da profumi si manifestano soprattutto sul volto, ascelle, collo e mani. Per indicare che non contiene fragranze aggiuntive, un prodotto deve riportare la dicitura “fragrance-free”, ma possono comunque essere presenti, sia pure in minima quantità, essenze che mascherano l’odore sgradevole derivante dalle componenti grasse. Anche se i parabeni hanno la fama peggiore, quasi tutti i conservanti possono provocare sensibilizzazione.

 

La parafenilendiamina è un colorante usato per le tinture permanenti dei capelli. Nelle forme più acute, può interessare, oltre al cuoio capelluto, anche il viso, con un gonfiore intorno agli occhi e un ingrossamento dei linfonodi del collo e della nuca. Anche alcuni ingredienti naturali derivanti dalle erbe possono essere potenziali responsabili di sensibilizzazione allergica, come quelli derivanti dalla famiglia delle Composite (carciofo, camomilla, calendula, crisantemo, ambrosia). Si segnalano inoltre alcune allergie causate dalla propoli (usato in stick per le labbra, saponi e tinture alcoliche) e dall’olio dell’albero del tè (tea tree oil, utilizzato nella preparazione di saponi, deodoranti, dentifrici, collutori e dopobarba).

 

Il dermatologo può diagnosticare una dermatite irritativa o allergica da contatto in base alle caratteristiche delle lesioni cutanee. Per verificare la sensibilizzazione allergica da parte di una sostanza sospettata, si ricorre all’utilizzo di test epicutanei, altrimenti detti patch-test, mediante i quali essa viene messa a contatto con la cute dell’individuo affetto.  Una volta che lo specialista avrà identificato la sostanza, causa della dermatite allergica da contatto, informerà il paziente di quale allergene si tratti, come evitarne il contatto, come curarla e quali metodi di prevenzione adottare. A questo punto, diventa veramente fondamentale la prevenzione: con un po’ di accortezza, seguendo piccole e semplici regole.

 

È consigliabile annotare gli ingredienti che hanno provocato reazioni e saperli individuare nelle etichette dei cosmetici, conoscendone il termine INCI con cui viene elencato tra gli ingredienti del prodotto, ed evitando conseguentemente l’utilizzo di tali prodotti. In caso di dubbi o comunque, per scoprire se l’utilizzo di un nuovo prodotto cosmetico possa arrecarci problemi alla cute, è possibile applicare una piccola quantità del cosmetico vicino ai polsi o nella piega dell’avambraccio ed attendere la comparsa di eventuali reazioni entro i due giorni successivi.

Infine, quando si acquista un cosmetico, è sempre meglio preferire quelli che contengono formulazioni semplici: la presenza di molti ingredienti aumenta la possibilità che vi siano contenuti potenziali allergeni.

 

 

 

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