Acque minerali migliori per l’idratazione della pelle


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Acque minerali migliori per l’idratazione della pelle

Le acque minerali: classificazione e benefici. Esiste davvero una top list?

L’acqua è indispensabile per il benessere della pelle. Una pelle idratata è sinonimo di un corpo sano. Gli esperti raccomandano di bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e consumare tanta frutta e verdura (perché ricche di vitamine, sali minerali ed acqua). Al giorno d’oggi chiunque dovrebbe sempre avere a portata di mano una bottiglia d’acqua minerale: che sia in ufficio, a scuola, in palestra o per strada. Il consumo delle acque minerali imbottigliate infatti, negli ultimi tempi, sta crescendo in modo sempre più esponenziale.

Acque minerali: come sceglierle

Esiste una differenza sostanziale tra le varie acque minerali in commercio? Quali scegliere per il nostro benessere? Molti consumatori non conoscono realmente le proprietà e le caratteristiche dell’acqua in bottiglia che acquistano quotidianamente. La scelta di un marchio o di un altro, spesso, viene fatta in base all’attrazione pubblicitaria o alla convenienza del prezzo.  Ad un’osservazione superficiale le acque minerali sembrano tutte uguali, ma esse hanno sostanziali caratteristiche chimiche ed organolettiche differenti: basta  leggere attentamente l’etichetta. Non esiste una reale top list delle acque benefiche. Ci sono tipi di acque minerali che sono adatte ad alcune categorie di persone piuttosto che ad altre. Ciò dipende dalle azioni terapeutiche correlate alla mineralizzazione dell’acqua: non solo qualità e quantità dei minerali disciolti in essa, ma anche l’effetto benefico che ne risulterebbe.

(H2) Acque minerali: classificazione e residuo fisso

Come nasce la classificazione di un’acqua minerale? A livello europeo esiste una legislazione specifica in materia, anche se a livello locale possono esserci delle differenze nei diversi paesi (questo articolo si basa sulla legislazione italiana). In base alle caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua minerale, possiamo determinarne una classificazione. In materia di legislazione tale classificazione è stata formulata in base al residuo fisso. Il residuo fisso non è altro che il contenuto, espresso in milligrammi, di sali minerali presenti in un litro d’acqua. C’è poi tutta una serie di parametri secondari che vanno tenuti in considerazione (pH, durezza, gas disciolti, ecc.) per la scelta più opportuna secondo le esigenze fisiologiche personali ed il gusto.

Classificazione e benefici: Le acque si classificano in minimamente minerali (con residuo fisso inferiore a 50mg/l), oligominerali (con residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l), mediominerali (con residuo fisso compreso tra 500 e 1500 mg/l) e ricche di sali minerali (con residuo fisso superiore a 1500 mg/l). Traduciamo questi dati in termini di beneficio. Un’acqua minimamente minerale ha un assorbimento gastrico rapidissimo e aumenta marcatamente la diuresi, favorendo l’eliminazione dell’acido urico e dei metaboliti di rifiuto. Quest’acqua è ideale per la cura delle calcolosi renali, nel senso che impedisce a fosfati e ossalati di aumentare di dimensione. E’ indicata in pediatria per la ricostituzione dei latti formulati, nelle diete ipocaloriche e nella modulazione dell’ipertensione arteriosa (per il ridotto apporto di sodio). Le acque oligominerali sono anch’esse diuretiche ed indicate nella cura della calcolosi renale. La loro azione antispastica sulla muscolatura dell’apparato urinario facilita l’espulsione di eventuali microcalcoli col passaggio del liquido. Questo tipo di acqua interviene anche nel metabolismo purinico e libera il corpo da acido urico e sostanze azotate. Le oligominerali, come le acque minimamente mineralizzate, sono indicate per chi soffre di insufficienza renale ed ipertensione.  Entrambi  i tipi di acqua appena decritti però devono essere consumati con moderazione: non bisogna superare il litro giornaliero. Le acque mediominerali hanno le stesse azioni terapeutiche delle precedenti ma, man mano che aumenta il residuo fisso, diminuisce progressivamente il loro effetto diuretico. In questa categoria rientrano molte acque ricche di bicarbonati, a diverso grado di pH (l’acqua ideale ha un valore di 7) e più o meno frizzanti ( a seconda della quantità dei gas disciolti). Infine, le acque ricche in sali minerali sono quelle cosiddette medicamentose e devono essere assunte per uno scopo terapeutico ben preciso e sotto controllo medico.

(H2) Acque minerali e stati fisiologici

Gravidanza e Allattamento  Per le donne in gravidanza è consigliabile un consumo di acqua oligominerale con residuo fisso non superiore ai 200 mg/l (e valori di nitrati al di sotto dei 10 mg/l). Durante l’arco dei nove mesi bisognerebbe alternare tale tipo di acqua con un’acqua mediominerale con residuo fisso minimo di 500 mg/l e un contenuto di calcio superiore a 150 mg/l. Inoltre, le donne in stato interessante dovrebbero anche, ciclicamente nei nove mesi di gestazione, assumere acque mediominerali con un contenuto di ferro (in forma chimica bivalente) superiore ad 1 mg/l per implementare l’assunzione di questo minerale. Nell’allattamento, invece, l’acqua oligominerale sarebbe da alternare all’acqua mediamente minerale, facendo attenzione al contenuto di nitrati disciolti che non deve superare i 10 mg/l.

Sport agonistico e attività fisica. La pratica di attività fisica sia a livello agonistico che amatoriale comporta una perdita più o meno cospicua di elettroliti (cloro, sodio, potassio, ecc.) con la sudorazione e lo sforzo prolungato porta anche ad una certa acidosi metabolica. E’ importante , quindi, scegliere un’acqua minerale adatta all’impegno fisico cui ci si sottopone. Per chi si allena quotidianamente la quota idrica giornaliera dovrebbe essere di circa 1500 ml e dal punto di vista qualitativo l’acqua dovrebbe essere bicarbonata e alcalino terrosa e non gasata.

Terza età.  Nell’anziano l’acqua corporea si riduce con l’avanzare dell’età. E’ chiaro che questo sbilancio idrico non deve mai essere sottovalutato perché l’acqua è l’elemento fondamentale del metabolismo cellulare. Se non  si hanno particolari patologie, è consigliabile consumare un’acqua oligominerale con basso residuo fisso, da alternare con un’acqua a residuo fisso compreso tra i 300 e i 500 mg/l, affinché si abbia una costante e giusta idratazione senza sovraccarichi renali.

Esiste un’acqua per ogni stagione? In autunno- inverno bisogna bere acque leggermente mineralizzate, con pH leggermente acido per aiutare l’espulsione di metaboliti che tendono ad accumularsi per la dieta più ricca di grassi e di proteine. In primavera- estate bisogna bere invece acque ricche in sali minerali per compensare la perdita di elettroliti dovuti alla sudorazione e alla disidratazione fisiologica.

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