Dieta metabolica: come funziona?


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Dieta metabolica: come funziona?

La dieta metabolica è un tipo di alimentazione che non tiene conto del calcolo delle calorie, stravolgendo completamente il “carico nutrizionale” giornaliero consigliato dalla dietetica tradizionale.

Nella dietetica tradizionale un professionista del settore, solitamente, una volta stabilito l’introito energetico, calcola le quantità necessarie di macronutrienti (carboidrati, grassi e proteine), espresse in percentuale, e su tale base costruisce uno schema dietetico ad hoc per il suo paziente. Le percentuali, che sono stabilite in base a linee guida internazionali, possono talvolta variare (ma di poco) in base alle esigenze soggettive, ma generalmente sono queste: “l’energia deve essere apportata dal 45% di carboidrati, 25 % di grassi e dal 15% di proteine”.

Dieta metabolica: le fasi

La dieta metabolica, invece, si articola in un lungo periodo di valutazione, a sua volta diviso in periodi di scarico di 12 giorni (con riduzione drastica di carboidrati e consumo di molti grassi) alternati a periodi di carico della durata di 2 giorni (con un surplus di glucidi rispetto agli altri nutrienti). La valutazione serve per stabilire quale sarà il quantitativo minimo necessario di zuccheri giornalieri per sentirsi “in salute”. Gli schemi che propone sono elaborati sulla base di un processo metabolico “indotto”.

Dieta metabolica: l’insulina ed il glucagone

Si tratta di un gioco di “equilibri” tra i due ormoni del pancreas : l’insulina ed il glucagone. Dopo un pasto, l’insulina entra nel circolo sanguigno per “provvedere” alla sistemazione degli zuccheri, il nostro “carburante” per eccellenza. Se ci sono pochissimi carboidrati nel pasto, ci sarà poca insulina in circolo perché non ha granché da “sistemare” e quindi scatterà un “sistema di allarme” da parte dell’organismo, che si mobilita, attraverso l’intervento del glucagone, per prendere un carburante “alternativo”: i grassi, conservati nelle cellule adipose (i nostri rotolini!). Questo processo metabolico è più lento ed il corpo avverte stanchezza e debolezza. Perché? L’individuo è in chetosi: ha assunto nell’arco della giornata circa il 50-60% di grassi, il 30-50% di proteine e soli 30 g di carboidrati. Se continuerà ad alimentarsi in questo modo subentrerà una consistente perdita muscolare e sarà difficile praticare anche una leggera attività fisica, si avranno problemi renali ed epatici ed aumenteranno colesterolo e trigliceridi. Dopo questi giorni di “stress metabolico”, stabiliti dalla dieta, interviene il sistema di “soccorso” della fase di carico. In questo giorno si possono consumare tanti carboidrati (dal 35 al 55% ), il 25-40% di grassi e il 15-30% di proteine. In questo modo l’organismo ritornerebbe in “equilibrio” e avrebbe “imparato” la modalità più veloce per “bruciare i grassi”.

Dieta metabolica: pro e contro

E’ vero? Alcuni esperti sostengono che la dieta metabolica porta a perdere anche fino a 10 Kg in quindici giorni, senza conseguenze negative sulla salute. Dal punto di vista strettamente biochimico la dieta non farebbe una piega, ma nella pratica è uno schema alimentare “disordinato” e discrezionale (tutti sono in grado di stabilire da soli il proprio fabbisogno glucidico? Improbabile!). Inoltre non tutti la possono seguire, specialmente coloro che sono affetti da diabete e disturbi della tiroide e da bambini e donne in gravidanza o menopausa.

 

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