È in arrivo la clean meat. 100% carne, 0% animali


Scritto da Franz Iacono


È in arrivo la clean meat. 100% carne, 0% animali

Nel 2021 entrerà in produzione il primo marchio di carne artificiale. È una grande conquista su tutti i fronti: ambientalista, igienico, nutrizionale ed etico. Però se fossimo animali ci penseremmo un attimo prima di festeggiare.

Fino a qualche anno fa la “coltivazione in vitro” della carne sembrava appartenere più alla fantascienza che alla realtà. Risultava difficile credere che a partire da alcune cellule staminali di una mucca si potesse produrre carne all’infinito senza aggiungere nuove cellule da un essere vivente. La carne sintetica, era stato detto, è meno morbida per l’assenza di grassi, ma il gusto è identico a quella tradizionale. Quando poi avevamo sentito il che il costo di produzione di un hamburger si sarebbe aggirato attorno ai $325.000 avevamo chiuso la pratica con un laconico “divertente” ed eravamo passati ad altro.

 

In aprile è arrivata una notizia che ci ha fatto riaprire la pratica. Una start-up statunitense, Memphis Meats ha presentato nel corso di una degustazione “il primo pollo prodotto senza l’animale”. Un salto di qualità che ci normalmente ci si aspetta da un’azienda di  Silicon Valley. Infatti Memphis Meats ha sede a San Francisco, ed è finanziata nientemeno che da Sergey Brin di Google. La carne coltivata in vitro, che ora viene chiamata “clean” o “cultured” ha ancora un prezzo impervio ($9.000 alla libbra per il pollo) ma assicurano che dovrebbe abbattersi al momento dell’entrata in produzione nel 2021. Grazie agli investimenti e al modello di business provenienti dall’high-tech, la nuova carne sembra lanciata su un binario inarrestabile.

 

Cosa potrebbe d’altronde fermarla? La clean meat risolve una delle principali emergenze ambientali di questi anni. Il ciclo produttivo della carne è responsabile del 18% dell’effetto serra, più di tutte le auto, camion, imbarcazioni e aerei messi insieme, e la situazione non potrà che peggiorare con l’ascesa di una nuova classe media in Cina e in India che cercherà nel consumo di carne una conferma del proprio status. Il metodo di produzione della carne artificiale ha invece un footprint trascurabile: richiede un decimo dell’acqua e addirittura un centesimo del territorio che vengono utilizzati ogni anno per allevare gli animali.

 

La clean meat è una soluzione più igienica (da qui il nome), perché non è contaminata da ormoni, pesticidi, batteri come l’Escherichia Coli e la Salmonella, antibiotici e additivi alimentari e non è esposta agli agenti che hanno causato l’influenza aviaria, il morbo della mucca pazza e l’AIDS. Dal punto di vista nutrizionale offre i vantaggi della carne (contiene sostanze nutritive come il ferro, lo zinco e la Vitamina B12 difficili da trovare in altri cibi) senza le criticità segnalate da dietologi e cardiologi (il consumo della carne è la principale causa di morte per diabete e malattie cardiovascolari). Anzi, dato che non contiene grassi la clean meat potrebbe essere addizionata con Omega 3 e diventare l’alimento preferito da quegli stessi dietologi e cardiologi.

 

Infine la clean meat è una soluzione importante anche dal punto di vista etico, perché permetterebbe di ridurre o addirittura di fermare l’attuale strage di animali. 40 miliardi di polli, 1,2 miliardi di maiali e 292 milioni di mucche vengono macellati ogni anno per supportare un’abitudine alimentare che non è più indispensabile dal punto di vista nutrizionale. E che infatti può essere efficacemente sostituita da una dieta vegetariana.

 

Resta però aperto un grande quesito. Ricordo la frase di un contadino che un giorno mi ha sorpreso a contemplare un pioppeto magnificamente distribuito in filari nel Polesine: “sono alberi utilizzati per l’industria dei fiammiferi. Quando la gente non userà più i fiammiferi questi boschi verranno abbattuti per piantare il grano”.

 

Non succederà lo stesso anche con gli animali? Che ne sarà dei sopravvissuti alle tristissime batterie e ai macelli? Invecchieranno e moriranno di morte naturale mentre noi li assisteremo con cure mediche e psicologiche? In un mondo dove contano soprattutto il valore d’uso e il profitto, sono domande lecite.

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]