Medicus curat, natura sanat. Quando la salute è legata allo stile alimentare.


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Medicus curat, natura sanat. Quando la salute è legata allo stile alimentare.

Agli albori del novecento Thomas Edison auspicava una medicina del futuro senza farmaci. L’attenzione alla psiche e alla dieta sarebbero state le uniche forme di cura del proprio corpo e di prevenzione delle malattie.

Oggi l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lancia il suo grido d’allarme: bisogna sensibilizzare l’umanità tutta a corretti stili di vita per arginare il dilagare di numerose patologie. Non bastano i progressi scientifici e le sensazionali scoperte nel campo della ricerca medica per debellare nuove e vecchie malattie, la sanità ha il compito di educare le popolazioni mondiali al rispetto e alla cura del benessere psico-fisico di ciascun individuo, altrimenti la società del futuro sarà sempre più malata.

 

Quanto auspicato da Edison sta diventato il leitmotiv di medici, nutrizionisti e operatori del benessere in genere: “non usiamo forchetta e cucchiaio per scavarci la fossa”. Le ricerche che l’OMS ha condotto tra le popolazioni sparse nelle varie aree geografiche del pianeta hanno confermato come lo stile di vita giochi il suo forte ruolo sulla diffusione di determinate malattie.

 

È sotto gli occhi di tutti che in intere nazioni europee e negli Stati Uniti un cittadino su tre soffre dalla più banale allergia al diabete a seri problemi cardiovascolari al cancro, mentre in altri paesi del mondo, come in Tibet e in alcune piccole realtà autoctone dell’India, si vive in salute e a lungo. I monaci tibetani passano la loro esistenza nei monasteri, tra la meditazione, condizioni spartane e una dieta molto modesta (senza carne, zuccheri e prodotti raffinati). La loro dieta a base di erbe, acqua, orzo, thè, carote, riso e rape sembra essere il segreto dell’eterna salute. In India ci sono intere popolazioni che basano la propria dieta sul consumo di  frutta e verdura, di germogli di grano e formaggi di pecora. Quelle popolazioni non sanno nemmeno cosa sia un raffreddore o una malattia metabolica e la vita media può durare fino a 120 anni.

 

Significa che il cibo può addirittura curarci? Si, ma gli alimenti hanno una sorta di dimorfismo comportamentale, cioè possono curarci o danneggiarci a seconda dei casi. La carne, le uova, i formaggi e le arachidi, ad esempio, se è vero che sono la nostra principale fonte proteica, hanno una buona percentuale di acido arachidonico a spiccata azione pro-infiammatoria, specie se assunto in eccesso con la dieta. Nel nostro organismo questo acido può essere sintetizzato anche a partire dall’acido linoleico, l’acido grasso di molti oli utilizzati nella produzione dei prodotti da forno. Nel latte materno è un fattore di crescita del lattante, ma una presenza eccessiva può aggravare i sintomi di chi soffre di psoriasi e di altre malattie autoimmuni.

 

Il pesce azzurro e i frutti a guscio, invece, sono in grado di curare numerose infiammazioni. Il loro contenuto di omega 3 è prezioso per il ruolo che occupano nella ciclo-ossigenasi. Tra i grassi di condimento, l’olio extravergine di oliva, l’oro commestibile dei paesi del Mediterraneo, e gli oli di lino e canapa sono gli alimenti “protettori” di intestino, cervello, cuore, pelle e polmoni. A parte l’alto contenuto di acidi grassi insaturi, il ferro, il magnesio, il calcio, il potassio e le vitamine presenti nella canapa la rendono un integrazione naturale nelle diete vegetariane.

 

La frutta e la verdura di stagione sono i “contenitori” di antiossidanti per eccellenza. I costituenti dei vegetali hanno per lo più azione depurativa, antiinfiammatoria, drenante ed epatoprotettiva, ma non tutti i tipi di vegetali risultano essere “cibi curativi” per i nostri organi e il loro consumo deve essere valutato attentamente. È il caso delle brassicaceae (verza, cavoli, broccoli, rucola, ecc.): hanno un elevato contenuto di glucosinolati, i precursori di vari composti gozzigeni. Il loro consumo è altamente sconsigliato nei soggetti affetti da disturbi della tiroide, perché ne aggravano la patologia ma, se quest’organo è in buona salute, sono gli alimenti da privilegiare nella prevenzione delle malattie oncologiche, specie quelle a carico della mammella.

 

Lo zucchero e le farine raffinate sono oggi gli alimenti “demonizzati” ma al tempo stesso, i più consumati nei paesi industrializzati. È ormai noto il loro ruolo nell’insorgenza di insulino–resistenza e diabete, obesità e dislipidemie metaboliche, ma allo stato grezzo, questi alimenti sono preziosissimi per la salute del nostro organismo, essendo il nostro carburante.

 

Da esperta in nutrizione, credo che oggi sia questa la nostra missione: elaborare schemi dietetici che oltre a garantire una silhouette armonica e snella, educhino alla prevenzione e alla cura. Tutto ciò in costante coordinamento con altri specialisti della salute: dermatologi, internisti ed endocrinologi. Uno stile alimentare che sia in grado di dialogare con le diverse discipline e che sia sempre orientato alla salute psico-fisica delle persone, potrà davvero realizzare la visione di Edison.

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