Come nutrire i batteri intestinali “buoni” attraverso un’adeguata alimentazione


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Come nutrire i batteri intestinali “buoni” attraverso un’adeguata alimentazione

La salute del nostro intestino passa attraverso una buona alimentazione e un regolare stile di vita. Grazie alle nostre scelte alimentari la flora batterica intestinale trova il terreno ideale per vivere e svilupparsi.

 

Fattori genetici, geografici, anagrafici e alimentari influenzano la composizione della popolazione batterica intestinale: essa può contare fino anche a 200 specie diverse di batteri. Un terzo di queste specie è comune a tutti, mentre gli altri due terzi restano caratteristici di ogni individuo. Ognuno di noi ha quindi un corredo batterico che assomglia a un codice a barre: l’enterotipo. In parole più semplici, ogni individuo ha un proprio profilo batterico, determinato dal tipo di alimentazione che segue.

 

Gli alimenti che introduciamo quotidianamente sono il carburante necessario per mantenere in vita il nostro organismo. I carboidrati, le proteine, i grassi, le vitamine e i sali minerali, in essi contenuti, sono indispensabili per il ciclo vitale delle nostre cellule. La natura, però, ci offre degli ulteriori alimenti che hanno anche altre funzioni molto importanti. Sono i cosiddetti prebiotici, cioè alimenti ricchi di fibre vegetali solubili, ma non assimilabili dal nostro organismo, che nutrono i batteri benefici che vivono nell’intestino.

 

Bastano 30 g al giorno di fibre solubili per rendere “benefica” buona parte della popolazione batterica intestinale. Quest’ultima influenzerà anche l’abbassamento del pH intestinale (l’acidificazione), la diminuzione del numero di batteri nocivi, la riduzione delle infiammazioni, il miglioramento del mucosa della parete intestinale e una sua maggiore selettività.

 

Come fare un pieno di prebiotici? Le fibre amiche dell’intestino si trovano essenzialmente nella frutta di stagione ricca di pectine, nei bulbi, in alcune radici, nei vegetali in genere, nei cereali integrali, nei legumi, nei semi e nelle mucillagini. Uno schema dietetico ideale per il benessere del nostro intestino prevede ai pasti principali (pranzo e cena) una porzione di verdura cotta ed una cruda da accompagnare ad un cereale o a un piatto proteico. La fonte proteica deve essere varia: l’ideale sarebbe consumare una porzione di legumi a pranzo, mentre a cena carne, pesce o formaggio stagionato. Nella dieta “prebiotica” non devono mancare semi oleosi e frutta secca, tutti i giorni,  da consumare singolarmente o da aggiungere alle insalate. Bisogna privilegiare i cereali integrali o semi integrali a quelli raffinati anche a colazione o a spuntini e merende.

 

Di tanto in tanto, è bene far rigenerare il nostro apparato digerente con un giorno di digiuno a base di acqua e frutta fresca di stagione. Gli alimenti prebiotici sono un nutrimento prezioso per i batteri probiotici (i batteri favorevoli alla vita), ma attenzione, nei casi già conclamati di sindrome da colon irritabile, morbo di Crohn, diverticoliti e infiammazioni intestinali croniche, il consumo delle fibre in questione deve essere limitato e ben distribuito nell’arco della giornata, secondo le indicazioni di un esperto del settore.

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