Orticaria da Anisakis, il parassita del pesce crudo


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Orticaria da Anisakis, il parassita del pesce crudo

Occhio ai ristoranti e al consumo casalingo: sì al pesce crudo, solo se congelato.

Mangiare pesce crudo, secondo i dettami della cucina giapponese è ormai una moda sempre più in crescita. Una tendenza che può comportare intossicazioni e infezioni provocate sia da contaminazione batterica dell’alimento sia da infezioni a causa di parassiti. Uno di questi è l’Anisakis e rappresenta il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo. Si tratta di un parassita intestinale presente in numerosi mammiferi marini (delfini, foche, etc.) e, nel suo stadio larvale, è ospite intermedio di molti pesci tra cui: tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro. Nello specifico, l’Anisakis Simplex è estremamente diffuso, poiché è presente in più dell’85% delle aringhe, nell’80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi e migra dalle viscere del pesce alle sue carni se, quando catturato, non viene prontamente eviscerato.

 

COSA ACCADE

Quindi succede che, quando l’uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell’apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. La parassitosi acuta da Anisakis insorge già dopo poche ore dall’ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito.
Relativamente frequente è l’orticaria da Anisakis, in cui l’Anisakis Simplex, attraverso la colonizzazione dello stomaco, può provocare la formazione di IgE specifiche e quindi un’orticaria acuta e protratta per oltre 48 ore.
Possibili anche reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, a causa della sensibilizzazione alle proteine antigeniche termoresistenti del parassita.

 

LA PREVENZIONE

Per evitare questa infestazione, occorre che il pesce crudo subisca un congelamento, in grado di neutralizzare l’Anisakis.
Chi somministra pesce crudo o in salamoia dovrebbe sempre utilizzare pesce congelato o sottoporre a congelamento preventivo – tramite abbattimento – il pesce fresco da somministrare crudo.
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, tanto che i casi sono in aumento e principalmente causati da alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo. Contro le contaminazioni, è consigliato evitarne il consumo casalingo e chiedere al gestore del ristorante che ci propone pesce crudo, o anche alici marinate, se questo è stato preventivamente sottoposto a congelamento, come da requisiti di legge.

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