Sono rughe di espressione o da bistecca?


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Sono rughe di espressione o da bistecca?

La nostra pelle è il riflesso di ciò che mangiamo. Se è luminosa e ben idratata rivela che la nostra dieta è ricca di fibre e vegetali. Se è rugosa, che mangiamo troppe carni rosse.

 

Fisiologicamente la pelle invecchia col passare del tempo, ma molti cibi sono responsabili del suo invecchiamento precoce. Evitare e prevenire l’insorgenza delle rughe è possibile scartando dal nostro stile di vita quei comportamenti alimentari che favoriscono la formazione dei “prodotti di glicazione avanzata”: gli AGE. Le carni rosse e i salumi, in particolare, ne sono ricchi. La cottura di questi alimenti, come per esempio il barbecue, porta a un netto aumento di concentrazione di AGE.

 

Numerosi studi hanno confermato che l’eccessivo consumo di carni rosse, in virtù del loro elevato contenuto di proteine e grassi, rende la pelle più rugosa rispetto a un consumo moderato e associato a una dieta varia e ricca di fibre e di vegetali. La tecnologia alimentare ha permesso di stilare una sorta di classifica delle carni “killer” del benessere della nostra pelle.

 

La capolista è la mitica bistecca, con ben 10.058 kilounità di AGE per 100 g di prodotto, specie se cotta con olio di oliva. Seguono la bistecca cotta alla griglia senza condimenti, il roast-beef, la braciola di maiale, il pollo cotto al cartoccio o in forno, il tacchino arrosto.

 

Le carni bianche, come si nota, sono le ultime in classifica: il loro contenuto in AGE è considerato medio. Di contro, la frutta, la verdura e i cereali integrali contengono pochissimi AGE sia a crudo che a cotto. Variare la nostra alimentazione e arricchire i nostri pasti con verdure e cereali integrali comporta, quindi, un miglioramento dell’elasticità della pelle e al tempo stesso riduce il rischio di insorgenze di malattie cardiovascolari e cancro.

 

Se si pensa che il consumo di soli 85 g di carne rossa fresca o lavorata aumenta il rischio di morte dal 15 al 20%, mentre un pasto a base di legumi, pollo o pasta integrale e frutta secca lo riduce fino al 19%, vale la pena rendersi consapevoli dell’importanza delle buone scelte alimentari quotidiane che si fanno.

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