Tisana al tarassaco, una grande alleata del nostro fegato!


Scritto da Dottoressa Mirella Gallo

Tecnologa Alimentare & Personal Trainer / Food Technologist & Personal Trainer


Tisana al tarassaco, una grande alleata del nostro fegato!

Il tarassaco, pianta erbacea perenne diffusa nelle zone pianeggianti e di montagna fino oltre i duemila metri d’altezza,  era conosciuto ed apprezzato già nell’ antichità (dal greco, taraxakos significa “io guarisco”).

La medicina tradizionale cinese lo annovera tra gli “mezzi” naturali più adatti per la depurazione e purificazione del corpo (modulazione del “rè”) attraverso i principali organi emuntori (pelle, reni e fegato).

Tisana al tarassaco: preparazione

Del tarassaco si sfrutta essenzialmente la radice, ma anche le foglie risultano molto apprezzate per le proprietà benefiche delle sostanze costituenti. Molto utile è la tisana al tarassaco che si prepara aggiungendo, ad una tazza d’acqua fresca, un cucchiaio di pezzi di radice essiccata. Si porta il tutto a bollitura per pochi minuti e la si lascia in infusione per almeno 10 , poi  la bevanda viene filtrata ed è pronta. E’ preferibile consumarla al mattino, al risveglio e alla sera, prima di coricarsi. Se si utilizzano le foglie, invece, otteniamo un infuso.

Tisana al tarassaco: benefici

Perché la tisana al tarassaco è benefica?  Analizziamo da vicino l’attività dei suoi costituenti. La taraxacina, ad esempio, stimolerebbe le funzioni secretive delle ghiandole annesse all’apparato digerente (ghiandole salivari, fegato e pancreas) e ne risulta potenziato l’insieme dei movimenti peristaltici e lo svuotamento della colecisti, proteggendo, così, il fegato. Per la presenza di inulina, il tarassaco è anche un probiotico in quanto contribuisce al buon mantenimento della flora batterica intestinale. Grazie ai flavonoidi in esso presenti, il filtraggio renale si potenzia ed aumenta l’eliminazione di scorie e tossine con le urine. Inoltre, grazie all’ossido nitrico viene stimolata la fagocitosi cellulare.  La compresenza di tanti costituenti, oltre a quelli già citati, in particolare gli alcoli triterpenici (come il tarasserolo), l’ acido ascorbico, le vitamine (A, B, C e D), gli steroli e i minerali (come il calcio, il fosforo, il ferro, il magnesio e il sodio), ognuno dei quali con proprietà benefiche preziosissime, fa si che il tarassaco sia considerato una pianta epatoprotettiva (consigliata in particolare nei casi di ittero, cirrosi, tendenze a calcolosi biliare e insufficienza epatica), un diuretico (ottimo per contrastare la cellulite, l’ipertensione sanguigna, la ritenzione idrica e la gotta) ed un immunostimolante.

Tisana al tarassaco: controindicazioni

Attenzione, però, per chi soffre di gastrite, di ulcere di vario grado e di imponente calcolosi biliare. Il tarassaco, infatti, aumenta l’acidità gastrica e, stimolando la cistifellea, può “smuovere” i calcoli “dormienti”. Inoltre le donne incinte o in allattamento, i bambini, e tutti coloro che fanno uso di farmaci come gli antiinfiammatori non steroidei, l’aspirina o il paracetamolo, dovrebbero evitarne l’assunzione per un sua interazione negativa.  Una curiosità per gli amanti del caffè: se siete costretti a dover rinunciare alla caffeina ma non al “rito della tazzina al bar”, l’infusione di radice essiccata, sminuzzata, ricorda molto il sapore amaro del caffè, ma, sicuramente, è più sano perché privo di caffeina.

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