Allacciate le scarpe e pensate all’immortalità


Scritto da Franz Iacono


Allacciate le scarpe e pensate all’immortalità

Come risulta dallo studio dei telomeri, alcuni gesti possono aiutarci a vivere più a lungo. Fare attività fisica, mangiare sano e praticare la meditazione. E naturalmente allacciarci le scarpe.

Oggi parliamo di lacci. O di stringhe, se preferite. Sapete tutti com’è fatto. È una sottile fettuccia di cuoio o di tessuto con l’estremità chiusa da un rinforzo, spesso di plastica, che consente al laccio di passare agevolmente attraverso gli occhielli della scarpa. Se il rinforzo si rompe, il laccio si sfrangia e infilarlo nell’occhiello diventa un problema.

C’è un altro tipo di laccio, più piccolo e ben più rilevante per la nostra esistenza: il cromosoma. Il suo compito è di veicolare il nostro corredo genetico. Anche il cromosoma presenta alla propria estremità una protezione: si chiama telomero, ed è formato da ripetute sequenze di DNA protette da speciali proteine.  Ogni volta che la cellula si duplica questa protezione si accorcia e quando il cromosoma diventa troppo corto le cellule non riescono più a rigenerarsi e muoiono. (Praticamente la stringa si strappa e diventa troppo corta per allacciare la scarpa.) La morte delle cellule attiva il processo di invecchiamento e cominciano ad affacciarsi gli ospiti inquietanti dell’età avanzata: le malattie cardiovascolari e quelle legate all’indebolimento del sistema immunitario, il diabete, i tumori.

Ma siamo certi che questo processo sia irreversibile?

Da quando Elizabeth Blackburn ha scoperto i telomeri negli anni 80 si è fatta strada la convinzione che in questi dispositivi nucleici si potesse celare la soluzione ai problemi dell’invecchiamento, se non addirittura dell’immortalità. Assieme alla scoperta dei telomeri, la biologa austrialiana naturalizzata statunitense ha individuato un enzima, il telomerase, la cui funzione è di aggiungere DNA all’estremità dei cromosomi, allungandoli e prolungandone la vita. Certo, si tratta dello stesso enzima che in situazioni patologiche tiene in vita indefinitamente le cellule tumorali consentendone la proliferazione. Ma se la cellula è sana, è in grado semplicemente di tenerla in vita più a lungo, e come alcuni cominciano a sperare, per sempre.

In che modo si aiuta il telomerase ad allungare i telomeri? La Blackburn, che nel 2009 è stata insignita del premio Nobel, ne parla in un saggio pubblicato recentemente: La scienza che allunga la vita. La rivoluzione dei telomeri. La soluzione sembra ovvia ma è quella che conosciamo già: attività fisica, alimentazione e meditazione.

La prossima volta che vi allacciate le scarpe da jogging prima di fare una corsa nel parco, pensate che state lavorando alla vostra immortalità.

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