Curatevi con il cibo. Anzi, senza


Scritto da Franz Iacono


Curatevi con il cibo. Anzi, senza

Perché limitarvi a seguire una dieta quando potete ritardare l’invecchiamento che è la principale causa di tutte le malattie? Con il digiuno terapeutico è possibile.

 

Diabete, ipertensione, malattie cardiocircolatorie. Sono tutte malattie della civilizzazione. In che modo le curiamo? Con i farmaci. Che sono anche loro il risultato della civilizzazione. Ma i farmaci hanno un difetto: non risolvono il problema, lo arginano solamente, e spesso ne creano uno nuovo. I medici e i ricercatori stanno tuttavia imparando la lezione: per agire sulle cause e non solo sui sintomi, bisogna interrogarsi sulla salubrità dei nostri stili di vita e chiedersi se non sia il caso di rivederli, magari riportando le lancette del tempo indietro di qualche secolo. Da qui la grande attenzione per una pratica molto seguita nel passato: il digiuno.

Il digiuno è un processo metabolico iscritto nei nostri geni da milioni di anni, perché i nostri antenati non riuscivano sempre a procurarsi il cibo. Il nostro corpo si è adattato per avere tutti i giorni un apporto energetico sufficiente, anche quando viene privato di nutrimento. Quando restiamo più di 16 ore senza mangiare, il corpo va a cercare l’energia non più negli zuccheri (la riserva di glucosio) ma nei lipidi, quindi la estrae dai nostri tessuti adiposi. Il digiuno dunque svolge una funzione utilissima: depura l’organismo dalle scorie in eccesso. E oggi ci può aiutare a disintossicarci dagli elementi velenosi contenuti in quasi tutti gli alimenti.

L’uso terapeutico del digiuno ha avuto molti celebri sostenitori ma nessuno ha raggiunto la fama di Valter Longo. Formatosi alla UCLA come allievo di Roy Walford, un pioniere nel settore della restrizione calorica come fattore di longevità, oggi Longo è professore di biogerontologia e direttore dell’Istituto sulla Longevità all’University Of Southern California. Inoltre gli è stato recentemente affidato il laboratorio di Oncologia e longevità alla IFOM di Milano, dove applica i risultati delle sue ricerche sul campo nella cura dei malati di cancro.

La popolarità di Longo è legata proprio a una brillante ottimizzazione del digiuno terapeutico, nota come Dieta Mima-Digiuno (DMD). La dieta, così definita perché “inganna” l’organismo facendogli credere che è in corso un digiuno integrale, si pone come obiettivo di agire sul processo dell’invecchiamento, considerato il fattore principale di tutte le malattie. Il risultato è una radicale rigenerazione cellulare e una sensibile diminuzione del grasso addominale.

La DMD è pensata per massimizzare gli effetti e ridurre al minimo i rischi e i sacrifici di un digiuno integrale. L’intero processo è concentrato in 5 giorni. Nei primo l’apporto di calorie è limitato a 1.100, derivanti per il 50% da carboidrati complessi (verdure come broccoli, carote, zucche, ecc.) e l’altro 50% da grassi sani (noci, mandorle, nocciole, olio di oliva). Dal 2° al 5° giorno si entra nel vivo della dieta e l’apporto scende a 800 calorie. La DMD si può praticare dalle 2 alle 6 volte all’anno a seconda del proprio stato di salute, sempre però sotto il controllo di un medico o di un nutrizionista.

Molto promettenti sono anche i risultati dell’applicazione della DMD nella cura del cancro, studiata da Longo all’IFOM di Milano. Sottoponendo i pazienti a un digiuno medicalizzato prima di un trattamento chemioterapico si ottengono due importanti risultati. Innanzitutto si aiutano i pazienti a sopportare meglio l’intervento perché il digiuno riduce il dolore. In secondo luogo si aumenta l’efficacia della chemioterapia.  La DMD infatti induce le cellule sane ad assumere una modalità di autoprotezione, mentre quelle cancerose (che Longo definisce “disubbedienti” perché non rispondono ai comandi del corpo) continuano a nutrirsi. In tal modo vengono più facilmente identificate e possono essere eliminate dalla chemio.

Il digiuno terapeutico ha un grande futuro davanti a sé. Tuttavia, per dare i migliori risultati, deve iscriversi in un programma di alimentazione virtuoso che duri tutto l’anno. Valter Longo ha pensato anche a questo, mettendo a punto una Dieta della Longevità da seguire quotidianamente. Se state già considerando di cimentarvi con il digiuno, è meglio che cominciate a prepararvi gradualmente, seguendo queste regole:

– Adottare una dieta vegana con l’aggiunta di pesce 2 o tre volte alla settimana. – Ridurre al minimo i grassi saturi animali e gli zuccheri. – Consumare legumi, come fagioli, ceci, piselli, come principale fonte di proteine. – Fino a 65-70 anni limitare il consumo di proteine a 0,7-0,8 grammi per chilo di peso. – Consumare grandi quantità di carboidrati complessi (pomodori, broccoli, carote, legumi). – Consumare 50-100ml di olio di oliva e un pugno di noci o mandorle al giorno. – Mangiare pesce con alto contenuto di omega 3/6 e/o vitamina B12, come il salmone, almeno due volte alla settimana. – Integrare la dieta 2-3 volte al giorno con un multi-vitaminico/minerale di alta qualità. – Mangiare nell’arco di 12 ore al giorno (iniziare dopo le 8 e finire prima delle 20 o dopo le 9 e prima delle 21). – Non mangiare per almeno 3-4 ore prima di andare a dormire.

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