14 giugno Giornata Mondiale del donatore di sangue


Scritto da Areastream


14 giugno Giornata Mondiale del donatore di sangue

La donazione di sangue è un bisogno costante e crescente per il nostro paese.

Per questo 14 giugno, in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue, abbiamo chiesto  quel è oggi la situazione nel nostro paese a Sergio Casartelli Direttore Generale Avis Comunale Milano. L’associazione nata 90 anni fa, grazie all’annuncio su un quotidiano di un medico che operava a Milano, è stata la prima in Italia e nel mondo a far nascere e sviluppare la donazione volontaria di sangue.

 

  • Avis festeggia i 90 anni di attività, un bilancio di questo periodo?

Il bilancio di questa associazione è estremamente importante e positivo, perché si è presa carico per la prima volta nel mondo, di questo messaggio di donazione a titolo gratuito e completamente anonimo.  Non esistevano all’epoca, 90 anni fa, realtà di questo tipo. Solo tre anni prima nel 1924 in Inghilterra abbiamo avuto qualcosa di simile,  grazie all’aiuto della Croce Rossa, ma era un abito militare e quindi completamente diverso. Oggi si contano un centinaio di associazioni che fanno parte dell’Avis e che festeggiano in tutto il mondo la giornata del 14 giugno.

 

  • Qual è la situazione oggi in Italia per quel che riguarda la donazione di sangue?

A livello nazionale Avis conta un milione e trecentomila donatori periodici che ogni anno riescono a fornire oltre due milioni di unità di sangue. Nel nostro paese l’autosufficienza viene raggiunta con questi numeri solo per l’attività trasfusionale. Il buco da colmare, dove abbiamo circa un 35% di  carenza, resta invece quello per la donazione di plasma, che non è autosufficiente per produrre gli emoderivati, dei  veri e propri farmaci per i malati. Per coprire qualsiasi possibile emergenza, avremmo bisogno in Italia di quattro milioni di emocomponenti, in pratica dovremmo avere sei milioni di donatori. Per questo sarebbe utile avere donatori pronti anche a chiamata.

 

  • Quali sono le maggiori difficoltà oggi?

Secondo le recenti statistiche, se prendiamo gli italiani nella fascia di età in cui possono donare tra i 18 e i 65 anni e tra questi escludiamo chi non può farlo, abbiamo circa 28 milioni di potenziali donatori. Teoricamente quindi  la nostra base donazionale è potentissima, la difficoltà di oggi è convincere le persone a farlo. Il cittadino oggi è tranquillo, perché se deve essere curato va in ospedale e trova la sua sacca di sangue, ma dovremmo far capire che non può essere sempre così. Per salvare vite, sia per malattie o incidenti, abbiamo bisogno di persone che lo facciano, che donino sangue in modo volontario.

 

  • Quale è il bisogno di sangue nel nostro paese e quanta disponibilità c’è invece nelle strutture sanitarie?

A livello nazionale il problema è soprattutto nelle grandi città dove c’è una maggiore richiesta, ad esempio a Roma abbiamo più problemi rispetto a Milano. Qualche problema lo riscontriamo anche in alcune zone del sud e nelle isole, dove la diffusione di alcune patologie come ad esempio  l’anemia mediterranea, che controindica la donazione, fa registrare qualche problematica in più rispetto ad altre zone d’Italia.

 

  • Ci rivolgiamo a chi non ha mai donato, quel è il procedimento?

Un primo passo è l’accettazione formale di tutto ciò che riguarda le abitudine del donatore, abbiamo bisogno di sapere il suo stile di vita per una donazione sicura. Dopo aver fatto firmare le

liberatorie e aver compilato i vari questionari, c’è una seconda fase quella della visita medica. Infine c’è l’ultima parte quella in cui preleviamo un’ unità di sangue che analizziamo per vedere se un giusto candidato alla donazione. Da qui esistono due procedure. Si può valutare subito in laboratorio se il sangue è idoneo per donare immediatamente.  Oppure un altro modo, oggi diffuso anche in Italia, è quello di dividere in due parti l’operazione, in un giorno la fase  conoscitiva, elaborazione dati e analisi e in un altro, se tutto nella norma, la fase del  prelievo. Due criteri diversi per uno stesso risultato, l’unità di sangue in entrambi i casi subirà comunque gli stessi controlli.

 

  • Chi può donare e perché?

Possono donare tutte le persone che hanno compiuto i diciotto anni di età e sono in buona salute. Per ogni donazione si possono prelevare più o meno 400 cc di sangue, un valore che corrisponde ad una persona con caratteristiche medie, con un peso non inferiore a 50 kg. Per disposizione medica non si può prelevare infatti più del 10% del sangue presente nel corpo umano. Sono escluse le persone che hanno patologie particolari, che hanno subito trasfusioni o hanno avuto episodi oncologici. Nello screening che facciamo su chi si candida per la donazione, sottoponiamo la persona ad una serie di domande sullo stile di vita e scartiamo ad esempio chi fa uso di droghe, chi ha rapporti sessuali incontrollati, per evitare il rischio di trasmettere malattie importanti con la trasfusione.

 

  • Una delle paure nel donare è la possibilità di contrarre malattie, oggi è ancora possibile?

Quanto viene fatto per la donazione di sangue è tutto a circuito chiuso, cioè tutto il materiale ha un suo involucro asettico, da quando entra l’ago in vena e dai prelievi delle provette, fino al riempimento dell’unità di sangue,  tutto è sigillato. Non c’è nessuna possibilità che il prelievo venga inquinato o che il donatore possa contrarre qualsiasi malattia.

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