La seduttività: tutta questione di ferormoni?


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


La seduttività: tutta questione di ferormoni?

I ferormoni giocano un ruolo fondamentale nell’accoppiamento di molte specie animali. Che siano il segreto per realizzare la nostra felicità amorosa?

Chiunque possegga un cane femmina sa quanto possa diventare un simbolo del sesso per i suoi simili maschi, ogni volta che attraversa il suo ciclo di calore ed emana segni olfattivi che segnalano la sua disponibilità riproduttiva. Ma che i ferormoni esistano anche negli esseri umani e, cosa ancora più importante, che il comportamento sessuale umano sia regolato da feromoni è ancora tutto da dimostrare.

 

I ferormoni sono secrezioni chimiche che agiscono per regolare il comportamento sessuale e riproduttivo in molti mammiferi. Per stabilire se esiste un ferormone umano, dovremmo dimostrare innanzitutto che il corpo umano produce secrezioni chimiche che hanno proprietà ferormoniche; in secondo luogo, che abbiamo la capacità di rilevare queste secrezioni quando esposti ad esse; e, terzo, che rispondiamo alla loro presenza in maniera coerente (per esempio, dimostrando aumentati livelli di desiderio sessuale o di passione).

 

Cosa ci dice la scienza? Produciamo secrezioni ferormoniche? Gli uomini e le donne presentano odori particolari prodotti dalle ghiandole apocrine delle ascelle, dei genitali, dei capezzoli. Secondo Martha McClintock, neuroscienziata comportamentale all’Università di Chicago nell’Illinois, è possibile ipotizzare che la produzione di ferormoni da parte della cute umana avvenga principalmente a livello di queste ghiandole.

 

Supponendo che il corpo umano possa secernere ferormoni, siamo poi in grado di rilevarli? Sembra che i neonati umani, i bambini e gli adulti siano in grado di discriminare tra vari individui sulla base di segnali olfattivi; in sostanza possiamo distinguerci a vicenda usando i nostri nasi.

 

Il neonato è attirato olfattivamente dal capezzolo della madre e, per quanto riguarda gli adulti, fa ormai testo la ricerca che dimostrò come l’esposizione di donne affette da disturbi mestruali a secrezioni ascellari maschili potesse regolarizzarne il ciclo.

 

Ma la domanda che ci interessa maggiormente è se i ferormoni influenzino il nostro comportamento sessuale. È vero che molti profumi contengono ferormoni (o loro equivalenti sintetici) estratti da una varietà di mammiferi, tra cui il cervo di muschio, il gatto civet, il castoro e il maiale. Sembra però che l’esposizione a queste sostanze non abbia alcun effetto sul desiderio sessuale tra umani.

 

Essendo i ferormoni specie-specifici, non sorprende che l’esposizione a ferormoni non umani non influenzi l’attrazione sessuale nella nostra specie. Inoltre, la sessualità umana è molto più complessa e meno basata su risposte biochimiche rispetto a quelle di altri mammiferi e, probabilmente, nessuna singola sostanza potrebbe generare nella nostra specie i comportamenti sessuali automatici e primordiali che certi messaggi pubblicitari vorrebbero farci credere.

 

Insomma è probabile che i ferormoni umani siano in grado di esercitare un’attività farmacologica sulla fisiologia e patologia del nostro sistema riproduttivo, ma quanto ad accendere l’amore in chi sembra non accorgersi di noi, hanno la stessa attendibilità scientifica delle care, vecchie pozioni d’amore.

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