Ringiovanimento del vulvo vaginale, dall’estetica alla funzionalità


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Ringiovanimento del vulvo vaginale, dall’estetica  alla funzionalità

Sempre più donne affette da atrofia e secchezza del vulvo vaginale ricorrono a questo  trattamento, in grande espansione negli ultimi anni

Come per  il viso e il corpo  anche nell’organo genitale femminile possiamo notare un invecchiamento prettamente ormonale,  meno graduale ma  più brusco che avviene soprattutto con la menopausa.  Questo cambiamento, alle volte complicato per la donna, si nota soprattutto a  livello del viso, del corpo ma anche a livello vulvo- vaginale, proprio con una perdita di densità e compattezza della pelle. In questa particolare zona del corpo femminile si manifesta infatti, uno svuotamento delle grandi labbra e un’atrofia vaginale cioè un assottigliamento dell’epitelio e quindi della parete della vagina. Questo si accompagna spesso anche ad una carente lubrificazione della vagina, che porta ad alterazioni funzionali importanti: dalla secchezza vaginale, alle modifiche estetiche della zona vulvare, con diradazione dei peli pubici, fino ad arrivare alla dispareunia, ovvero il dolore durante il rapporto sessuale. Molte donne hanno l’esigenza quindi di intervenire  con un ringiovanimento  vulvo- vaginale, importante per riconquistare il proprio corpo.

Come intervenire sull’atrofia vulvo- vaginale con il ringiovanimento

Questa patologia comporta fastidio e secchezza vulvo-vaginale è dovuta alla carenza di ormoni estrogeni, situazione che si verifica durante la menopausa. In particolare questa, interessa le donne in età avanzata, ma anche quelle in menopausa precoce o chirurgica, ossia che hanno subito un intervento dove è stato necessario praticare la rimozione delle ovaie.  Il tentativo medico in questo caso è quello di migliorare l’aspetto ma anche la funzionalità della vagina. Esistono però diversi livelli di intervento.

Per i casi iniziali o meno gravi si parte con un’integrazione alimentare e una terapia ormonale sostitutiva. Prima di tutto si cerca di intervenire  modificando la dieta e integrandola con i fitoestrogeni, sostanze di origine vegetale che hanno una funzione simile agli ormoni estrogeni, che serve a ridare tono, rinforzare il microcircolo della zona e combattere dall’interno questo processo di invecchiamento, perché si va a sostituire, almeno in parte, la funzione di quegli ormoni che mancavano.

Successivamente se il problema persiste, si ricorre allora alla medicina estetica e alla biorivitalizzazione, che consiste in alcune microiniezioni di acido ialuronico cross linkato sia a livello vulvare che vaginale, questo trattamento da effettuare due volte all’anno, risulta molto funzionale perché riesce ad aumentare lo spessore della parete vaginale e la successiva lubrificazione dell’organo. Per un  trattamento più estetico invece si possono utilizzare dei filler per aumentare il volume delle grandi labbra, i risultati per  questo saranno visibili dai nove ai dodici mesi, effettuando più sedute nell’arco dell’anno.

Esiste però una terza possibilità per intervenire sull’atrofia vulvo vaginale, molto apprezzata  in questo momento, il laser. Oggi abbiamo dei macchinari con delle sonde che possono essere inserite direttamente nella vagina per un trattamento biostimolante, al quale va associato di solito, l’applicazione locale di acido ialuronico.

Quando ricorrere alla vaginoplastica

Quando il problema non è più controllabile da un punto di vista medico si può passare alla chirurgia plastica. Se ci troviamo davanti ad alterazioni evidenti della vagina, allora si fa ricorso alla vaginoplastica.  I casi possono essere molteplici:  ad esempio con un prolasso uterino dovuto alle gravidanze , con possibilità dello scivolamento dell’utero all’interno della vagina, o in casi di incontinenza urinaria, nei quali  è indispensabile la chirurgia per riportare la situazione alla normalità. Poi ci possono essere delle situazioni prettamente estetiche come le dismorfie, alterazioni delle piccole labbra che in alcuni soggetti sono più evidenti della grandi labbra e che risultano molto spiacevoli per alcune donne che decidono, con l’approvazione medica, di ricorrere all’intervento chirurgico.

 

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