Tiroide autoimmune: le due patologie correlate più diffuse


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Tiroide autoimmune: le due patologie correlate più diffuse

Le patologie correlate alla tiroide autoimmune rappresentano il prototipo delle malattie autoimmuni organo-specifiche.

Con un’incidenza del 5% sulla popolazione mondiale (maggiore nelle donne rispetto agli uomini), il morbo di Graves-Basedow e la tiroidite cronica di Hashimoto sono le presentazioni cliniche più diffuse nell’ambito delle patologie correlate alla tiroide autoimmune e rappresentano i due estremi di uno spettro clinico molto variabile.

Tiroide autoimmune: la tiroidite cronica di Hashimoto

La tiroidite cronica di Hashimoto viene riconosciuta come il modello delle malattie autoimmuni organo specifiche ed è la più frequente tra tutte le patologie tiroidee. E’ caratterizzata da un processo infiammatorio autoimmune della tiroide, in cui viene riscontrata un’infiltrazione linfocitaria (cellulare) cronica che innesca un meccanismo di apoptosi (morte) delle cellule tiroidee. Questo meccanismo si riflette in un graduale e progressiva riduzione della sintesi di ormoni tiroidei e un conseguente decremento della funzionalità tiroidea fino ad arrivare all’ipotiroidismo (condizione patologica in cui la tiroide non è in grado di produrre l’ormone tiroideo in quantità adeguate a soddisfare le richieste fisiologiche dell’organismo). Fatta eccezione per la frequente comparsa di Gozzo (aumento di volume della tiroide), la sintomatologia legata alla tiroidite cronica di Hashimoto varia considerevolmente a seconda del decorso, della progressione e della variante funzionale della patologia (normale funzione tiroidea; ipotiroidismo subclinico; ipotiroidismo clinico; ipertiroidismo/tireotossicosi transitoria.)

Tiroide autoimmune: il morbo di Graves-Basedow

Il 60-80% di tutti gli ipertiroidismi viene invece attestato alla presenza del morbo di Graves-Basedow, patologia autoimmune in cui la presenza di anticorpi stimolanti la sintesi e la secrezione degli ormoni tiroidei induce un’incremento della funzionalità tiroidea. Anche in questo caso (come nel caso della tiroidite cronica di Hashimoto) viene rilevata la presenza di infiltrazione linfocitaria (cellulare) e di particolari anticorpi che dimostrano l’eziopatogenesi (il meccanismo di formazione) autoimmune comune di queste due patologie. I sintomi caratteristici legati morbo di Graves-Basedow sono la presenza di gozzo diffuso, nervosismo, irritabilità, insonnia, ipercinesia (incapacità a stare fermi), tremori, palpitazioni, dispnea (difficoltà respiratoria) da sforzo, fasi di depressione e astenia (mancanza di forze), dimagrimento, polifagia (aumento abnorme dell’appetito), alterazioni del ciclo mestruale, diarrea.

Tiroide autoimmune: familiarità

La coesistenza all’interno della medesima famiglia di soggetti affetti da malattia di Graves e da tiroidite cronica di Hashimoto, e il fatto che esse possano apparire in progressione e intercambiarsi (l’ipertiroidismo da morbo di Graves può virare a tiroidite di Hashimoto e ipotiroidismo, e viceversa) evidenzia il fatto che entrambe le patologie derivino da disfunzioni legate alla tiroide autoimmune. Sono stati identificati per la presenza di meccanismi autoimmuni della tiroide, tra cui ricordiamo suscettibilità genetica, infezioni, gravidanza, stress, esposizione a iodio e sostanze contenenti iodio,fumo, irradiazione, età, sesso.

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