Tumore esofageo: rischio, sintomi e diagnosi


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Tumore esofageo: rischio, sintomi e diagnosi

Il tumore esofageo è caratterizzato dalla formazione di cellule cancerogene nell’esofago, il segmento fibromuscolare di tratto gastrointestinale che collega la faringe alla bocca dello stomaco, consentendo il passaggio del cibo nella prima porzione dell’apparato digerente.

Il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma sono le due tipologie istologiche più comuni di  tumore esofageo. Il carcinoma squamoso si sviluppa a partire dalle cellule di rivestimento e può estendersi su tutta la superficie esofagea. L’adenocarcinoma può originare anche da isole di mucosa gastrica fuori sede o della sottomucosa e si sviluppa tipicamente nella porzione inferiore dell’esofago.

Tumore esofageo: incidenza e mortalità

Il tumore esofageo è il sesto tumore più comune nei paesi non industrializzati, mentre è al diciottesimo posto nei paesi industrializzati. L’incidenza geografica è variabile: i paesi orientali, tra cui la Cina e Singapore, sono quelli dove la mortalità è più elevata e i casi sono circa 20-30 l’anno ogni 100.000 abitanti. In Italia il tasso di incidenza annuo è di circa 4 casi su 100.000.

Nonostante il carcinoma squamoso risulti  ad oggi essere la forma prevalente a livello globale, negli ultimi decenni l’incidenza dell’adenocarcinoma è sensibilmente aumentata in Europa e negli stati Uniti, diventando la forma prevalente (soprattutto tra individui di sesso maschile di razza caucasica sopra i 60 anni). L’origine di questo aumento di incidenza e di alterazioni demografiche rimane ancora da chiarire.

Tumore esofageo: fattori di rischio

I fattori di rischio del carcinoma a cellule squamose sono prevalentemente fumo e consumo di alcol eccessivo,  ma è stata rilevata anche  una componente genetica nei soggetti affetti da  tilosi e papillomatosi esofagea. Nonostante i fattori di rischio dell’adenocarcinoma risultino meno chiari, il reflusso cronico, la  metaplasia si Barrett ad esso correlata ed altri processi infiammatori legati al tratto esofageo (come l’esofagite peptica o  l’ingestione di sostanze ad azione caustica come la candeggina, l’ammoniaca o la soda caustica),risultano essere altamente correlati allo sviluppo dell’adenocarcinoma.

Tumore esofageo: sintomi

Le neoplasie dell’esofago  possono passare completamente inosservate nelle prime fasi del suo sviluppo. Uno dei primi sintomi evidenti è la disfagia (difficoltà a deglutire), che aumenta gradualmente ed è correlata ad una conseguente e progressivo calo ponderale.  Nausea, episodi di rigurgito e bruciore sono frequentemente riportati nelle prime fasi.

Calo e alterazione del tono di voce, paralisi del diaframma, dolore al torace sono sintomi tipici degli stadi intermedi in cui il tumore si è diffuso oltre la mucosa invadendo lo strato muscolare della parete esofagea. Negli stadi più avanzati il tumore esofageo invade la parete esterna dell’esofago coinvolgendo tessuti e  linfonodi adiacenti. In queste forme si possono presentare sintomi quali ingrossamento dei linfonodi, versamento pleurico  e conseguente dispnea, e una vasta sintomatologia legata alla presenza di metastasi.

Tumore esofageo : diagnosi

L’assenza di un’ evidente sintomatologia nei primi stadi di sviluppo del tumore esofageo, rende difficoltosa una diagnosi precoce di quest’ultimo, che viene quindi spesso riconosciuto solamente in stadi più avanzati. A partire dall’insorgenza dei primi sintomi, viene di norma richiesta una radiografia dell’esofago con mezzo di contrasto (che consente di escludere malattie associate)  e un’endoscopia esofagea che consente di mettere in evidenza la presenza di un eventuale lesione da cui ottenere un prelievo di tessuto per l’analisi istologica.

Tumore esofageo: prognosi

Poiché si tratta di una forma di cancro molto aggressiva la prognosi è piuttosto infausta: in Europa e negli Stati Uniti il tasso di sopravvivenza a 6 anni dalla diagnosi è del 5% circa; nei Paesi orientali, l’incidenza del tumore esofageo è decisamente superiore e questo consente una probabilità di diagnosi precoce più elevata e un tasso di sopravvivenza a 6 anni che si aggira intorno al 20%.

Tumore esofageo: trattamento

I trattamenti per il tumore esofageo variano a seconda di fattori quali stadio, diffusione, dimensione e localizzazione. La rimozione chirurgica della neoplasia o la rimozione parziale del tratto esofageo colpito dalla massa tumorale sono interventi complessi che possono portare a serie complicanze. Trattamenti di radioterapia o chemioterapia rappresentano un’alternativa alla rimozione chirurgica e possono essere utilizzati in combinazione o in una fase precedente all’intervento chirurgico per consentire una riduzione della massa prima della rimozione.

 

Fonti:

NATIONAL CANCER INSTITUTE:  https://www.cancer.gov/types/esophageal/hp/esophageal-treatment-pdq

ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCA SUL CANCRO : http://www.airc.it/tumori/

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