Vitamina D. Mettete un po’ di sole nella vostra dieta.


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Vitamina D. Mettete un po’ di sole nella vostra dieta.

Una regolare produzione di vitamina D è importante per il benessere dell’organismo. La dieta più efficace per assumerla? Una breve ma costante esposizione alla luce del sole.

Qualche giorno fa mi è capitato di pranzare in un bistrot. La signora seduta al tavolo accanto al mio ha chiesto al cameriere: “oggi la mia dieta prevede proteine: cosa mi consiglia?” e cosa pagherei per mostrarvi la faccia che ha fatto in quel momento il ragazzo che prendeva le ordinazioni.

 

Chissà se la signora sa che a una dieta ricca di proteine bisogna anche associare il consumo di calcio, l’assunzione di vitamina D e, perché quest’ultima possa essere attivata, una regolare esposizione al sole. La vitamina D è fondamentale per il benessere del nostro organismo poiché, regolando il metabolismo del calcio e del fosforo, è indispensabile ai fini di un corretto funzionamento dell’apparato osteomuscolare. Dati relativamente più recenti ne hanno evidenziato effetti extraossei e un importante ruolo preventivo nei confronti di patologie quali alcuni tumori solidi, malattie metaboliche e cardiovascolari, malattie autoimmuni, infezioni.

 

Attualmente circa un miliardo di persone nel mondo presentano ancora livelli carenti o insufficienti di vitamina D. La vitamina D può essere assunta, come dicevamo, attraverso la dieta (ne sono ricchi pesce azzurro, gamberetti, salmone, uova, formaggio, fegato e carne) e/o attivata nella cute grazie all’esposizione al sole. Attenzione però: una serie di fattori possono influenzare la fotosintesi e la biodisponibilità della vitamina D esponendo ai rischi di un suo alterato metabolismo. Questi fattori includono condizioni di esposizione al sole legate alla latitudine, alla stagione, all’ora del giorno, alle componenti dell’atmosfera, all’abbigliamento, all’utilizzo di filtri solari, alla pigmentazione cutanea ma anche all’età e a malattie croniche, oppure all’obesità.

 

I livelli circolanti ottimali della vitamina (>75 nmol/ml) sono ben lungi dall’essere raggiunti dalla gran parte della popolazione mondiale, a prescindere dalle latitudini, dalle razze, dalle condizioni di benessere economico. Bisognerà quindi individuare e adottare strategie ad hoc per superare questa allarmante tendenza, visto che la vitamina svolge un insostituibile ruolo anche nella prevenzione dei tumori, delle malattie infiammatorie ed immunitarie.

 

Un adeguato livello di esposizione al sole rappresenta ancora un metodo naturale, fisiologico e gratuito per mantenere livelli adeguati di vitamina D. Purtroppo, le lunghezze d’onda responsabili della sintesi cutanea della vitamina D, dell’eritema, dell’ustione solare e del danno al DNA sono tutte nell’ultravioletto B, proprio la porzione di ultravioletto che causa i danni solari a breve e lungo termine.

 

Attualmente disponiamo di prodotti solari efficaci e di alta qualità. L’uso di questi prodotti viene raccomandato dalle campagne di prevenzione del melanoma, e di altre forme di cancro cutaneo causate da errata esposizione al sole, nel tentativo di ridurre il rischio di sviluppare questa grave patologia. Nonostante gli sforzi dell’industria cosmetica e delle campagne d’informazione, la tendenza a sviluppare il cancro della pelle risulta ancora in aumento.

 

Mantenere in equilibrio gli effetti nocivi e quelli benefici del sole è la sfida che si pone davanti a quanti formulano, producono, prescrivono e consigliano prodotti per la protezione solare. Anche se ormai è a tutti chiaro che il fattore di protezione deve essere scelto in base al fototipo e in base all’intensità delle radiazioni solari (latitudine, ora del giorno, condizioni metereologiche, tipo di superficie riflettente) non sempre si riesce a utilizzare il fattore di protezione più appropriato.

 

Troppa protezione può essere altrettanto dannosa di una scarsa protezione solare. E allora cosa fare? Ai fini di una corretta attivazione della vitamina D nella pelle, meglio esporsi a piccole dosi di radiazioni solari senza protezione piuttosto che a dosi più importanti ma con la protezione (ad esempio, in estate meglio svolgere attività all’aperto per un massimo di due ore alla settimana in maglietta e pantaloncini corti che esporsi al sole in costume ma con una protezione solare elevata 10-20 minuti al giorno).

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