Che avete fatto oggi oltre a stare seduti?


Scritto da Franz Iacono


Che avete fatto oggi oltre a stare seduti?

La sedentarietà è davvero il flagello dei nostri tempi? Sembrerebbe di sì, considerando che passiamo quasi tutto il giorno in posizione inerte. Ma prima di buttar via le nostre sedie valutiamo tutte le opzioni.

Avete presente quell’amico un po’ originale che improvvisamente ha scoperto la sedia ortopedica svedese e si è messo in testa che anche voi la dovete comprare? Quel trespolo su cui vi inginocchiate, più che sedervi, ma proprio per questo il peso della colonna vertebrale si scarica sulle gambe e non vi viene il mal di schiena? Stavate quasi per comprarla ma poi non l’avete fatto. Bene, lasciamo per il momento in sospeso l’amico e la sedia svedese e occupiamoci di un problema molto serio che riguarda i sedentari di tutto il mondo.

 

“Sitting is the new smoking” (la sedentarietà è la nuova sigaretta) è l’allarme salutistico-sociologico che oggi circola con più insistenza. Lo ha coniato il Dott. James Levine, ricercatore della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) e probabilmente il più noto esponente nel nuovo campo degli “studi sull’inattività”. Secondo lo studioso la sedentarietà è letale perché favorisce l’insorgere di tutte le peggiori patologie del nostro tempo. Si va da malattie croniche come il diabete di tipo 2 ai disturbi cardiovascolari, dall’obesità fino al cancro, in particolare quello del colon e dell’endometrio. Per non parlare dei disturbi più prosaici: problemi alla circolazione, perdita di massa muscolare, dolori alla schiena e predisposizione alla depressione. Considerando che passiamo 8 ore al giorno seduti alla scrivania, a cui vanno aggiunte quelle passate al volante, a tavola, davanti al televisore e ai videogame, è facile calcolare che passiamo quasi tutto il tempo in posizione inerte. E la questione non si può chiudere con due ore alla settimana di palestra.

 

Il primo ad allarmarsi è stato il mondo dell’impresa. E non solo perché è il principale responsabile della quota giornaliera di sitting. C’è un motivo meno nobile: la sedentarietà comporta un calo di produttività. Negli ultimi anni, specie negli Stati Uniti c’è stato un fiorire di programmi-salute destinati alla forza lavoro. Si incentivano i dipendenti ad arrivare in ufficio a piedi o in bicicletta. Si consiglia di usare le scale e di lasciar perdere l’ascensore (la quota ideale di gradini sarebbe 10.000 al giorno, ma chi non lavora in un grattacielo può sempre farne 1,000 ogni due ore). Si invita a non usare il telefono per comunicare con un collega, ma di andarlo a cercare nel suo ufficio. E alcuni hanno cominciato a fare i meeting in piedi, il che ha almeno il vantaggio di farli durare di meno.

 

Non mancano poi le aziende che hanno adottato soluzioni radicali. Per esempio hanno sostituito la scrivania e la sedia con il “treadmill desk”, che consente di lavorare al computer mentre si cammina, brevettato dallo stesso Dott. James Levine e oggi prodotto da molte aziende di mobili per l’ufficio. Ma anche lavorare a una scrivania tapis-roulant presenta degli svantaggi. Da alcuni test risulta che peggiorano sensibilmente la concentrazione e la manualità alla tastiera. Quando non ci si sloga una caviglia o ci si ritrova per terra.

 

In attesa di un mondo in cui le sedie verranno bandite dagli uffici e per fare un sit-stop bisognerà uscire in strada, rimane in sospeso una domanda. Siamo sicuri che non si possa far niente per migliorare la nostra vita da seduti? Il buon senso ci ha dettato le risposte.

 

  • Regolate l’altezza della sedia in modo da poter piantare con comodità i piedi per terra.
  • Gli avambracci devono potersi appoggiare paralleli al piano della scrivania, formando con il corpo un angolo di 90 gradi.
  • Tenete il monitor a un braccio di distanza e all’altezza degli occhi, e sistematelo di fronte a voi in modo da non dover star piegati in modo innaturale da un lato o dall’altro (fateci caso: i computer sono quasi sempre disassati rispetto alle sedie).
  • Infine sedete con la schiena dritta, come insegna lo yoga. Se non avete una sedia con supporto lombare infilate un cuscino tra la base della schiena e lo schienale (lo facevano i nostri nonni e hanno avuto meno problemi alla schiena di noi).

 

Ma c’è un’altra cosa che potete fare. Procuratevi una sedia-inginocchiatoio svedese e ammettete una volta per tutte che il vostro amico, quello stravagante, aveva ragione. La sedia avrà magari delle controindicazioni (non ruota, non ha le rotelle, vi blocca i piedi) ma non schiaccia né irrigidisce i muscoli, non vi fa venire il mal di schiena e vi costringe spesso ad alzarvi, il che non può che farvi bene. E può darsi che stando inginocchiati aumenti anche la vostra produttività.

 

 

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