Dott.sa Jekyll e Mrs. Heel


Scritto da Franz Iacono


Dott.sa Jekyll e Mrs. Heel

Basta un tacco a spillo per trasformare una ragazza tutta casa e ufficio in una vamp. Ma cosa succede veramente nella mente e nel corpo di una donna quando calza un tacco alto?

Secondo un mito hollywoodiano, Marilyn Monroe, per accentuare la celebre camminata ancheggiante, aveva fatto accorciare il tacco sinistro delle sue vertiginose Ferragamo. Con risultati ipnotizzanti, a giudicare da certi lunghissimi piani sequenza sul suo lato B. Non sempre però lo zoppichìo si sublima in opera d’arte, e molte debuttanti del tacco alto fanno fatica a superare la fase dell’uccello trampoliere. Ammettiamolo: in termini logistici il tacco alto è la soluzione più illogica e scomoda per spostarsi dal punto A al punto B.

 

Come ci dicono tutti i podologi, siamo nati per camminare scalzi, e qualsiasi tacco, costringendoci a spostare il peso del corpo dal tallone all’avampiede, costituisce una violenza alla nostra natura. Con un tacco di 9 cm il 76% del peso viene trasferito sulla punta del piede, costringendo chi lo calza a stare praticamente in punta di piedi per ore di fila. Il tacco alto può provocare infiammazioni come la metatarsalgia, se la punta della calzatura è stretta, il neuroma di Morton, fastidioso rigonfiamento tra le dita, e può contribuire alla formazione dell’alluce valgo e delle dita a martello. Senza contare il rischio di distorsioni o di fratture, sempre in agguato specie quando si è alzato un po’ il gomito.

 

Se queste sono le premesse perché le donne si sottopongono a una simile tortura mantenendo perfino il sorriso sulle labbra (anche se spesso è solo una smorfia di dolore mascherata)? Per la stessa ragione per cui per millenni in Cina si sono fasciate i piedi. E fino all’inizio del secolo scorso, in Occidente, hanno indossato il corsetto.

 

Il tacco a spillo è forse l’icona stessa della femminilità contemporanea. Da un lato è un gioiello che adorna il piede, dall’altro è un sofisticato dispositivo per modificare la postura e i movimenti del corpo. Quando una donna infila un tacco alto avviene una trasformazione sorprendente: le gambe si allungano, i polpacci si modellano, la schiena si raddrizza e si arcua; seno e fondoschiena vengono fatti sporgere, i passi si accorciano e il peso si ridistribuisce sulle anche accentuandone il movimento oscillatorio. In un attimo, quasi senza accorgersene, come sottolinea l’antropologa Helen Fischer, la donna assume la posizione naturale del corteggiamento. E come se dichiarasse: sono pronta. Ed è un segnale che non sfugge al destinatario.

 

Un recente studio dimostra che gli uomini vedono le donne che calzano tacchi a spillo con occhi completamente diversi. Il test richiedeva che una ragazza accostasse uomini e donne in un bar per chiedere informazioni. Con il primo gruppo di avventori doveva calzare scarpe senza tacco. Con il secondo gruppo, scarpe con tacco a spillo. Ebbene solo il 42% degli uomini del primo gruppo le ha prestato attenzione. Ma nel secondo gruppo la percentuale è salita all’82%.

 

Non c’è niente di sorpendente: il tacco a spillo nasce come strumento di seduzione. Prima di debuttare ufficialmente negli anni ’50 del Novecento (Roger Henri-Vivier ne è considerato il padre ufficiale) il tacco a spillo conosce un periodo di sperimentazione alla fine del secolo precedente. La fotografia è stata appena inventata e già viene impiegata nella pornografia. Ebbene i primi operatori del settore si accorgono di un curioso fenomeno: se le modelle sulle cartoline erotiche calzano scarpe con tacchi molto alti, l’articolo vende di più. Il fenomeno, neanche a dirlo, si ripeterà negli anni ’50 poco prima della nascita ufficiale del tacco a spillo, con il successo di Betty Page e delle pin-up.

 

Vulnerabilità, aggressività sessuale, femminilità, sovversione, feticismo. I valori e le aspettative che le donne proiettano nel tacco a spillo sono pieni di contraddizioni. Di certo il suo territorio simbolico è la lotta di potere tra i sessi, ma da che parte penda la bilancia non è facile da capire. Per gli uomini è un guinzaglio che impedisce alla preda di scappare. Per la donna è lo spillo che trafiggerà il farfallone amoroso per aggiungerlo alla collezione.

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]