E’ possibile controllare la nostra casa solo con il pensiero? Svelate le nuove frontiere della domotica


Scritto da Anna Invernizzi


E’ possibile controllare la nostra casa solo con il pensiero? Svelate le nuove frontiere della domotica

Né la voce, né i gesti, ma i semplici impulsi del cervello. Nella casa del futuro basteranno questi per aprire una finestra o accendere la luce…

C’era un tempo – e chi ormai conta diverse primavere sulle proprie spalle se lo ricorda piuttosto bene- nel quale per cambiare canale della televisione, che di canali ne contava solo un paio, occorreva alzarsi, girare una manopola, scegliere il programma e tornare a sedersi con una decisione irrevocabilmente presa. Poi è arrivato il telecomando e, con lui, la “malattia dello zapping” e già per chi lo ha visto comparire sembrava una sorta di miracolo della tecnica. Oggi leggere di queste cose fa perfino sorridere, ma lo “scarto” tecnologico che ormai quotidianamente viviamo nelle situazioni anche elementari della nostra vita è sempre più ampio e sempre più sorprendente. Il telecomando e la sua epopea è evidentemente un pretesto, ma la sua traiettoria nel “sentire comune” può valere da esempio per moltissime cose che “una volta” facevamo in un modo e oggi, facciamo completamente in un altro. Si tratta del paradigma della domotica, ovvero di quella particolare area di studio dove la tecnica e la scienza viaggiano a stretto contatto, ponendosi come obiettivo il miglioramento attraverso l’automazione della “vivibilità” delle nostre case. Un ambito di studio che ha preso sempre più piede negli ultimi anni e che, ormai massicciamente, non è più relegato nel terreno della ricerca “di nicchia”, ma sta diventando sempre più “normale” nella costruzione, allestimento ed arredamento delle nostre case.

 

Il pensiero muove il mondo

Quali siano i limiti della tecnologizzazione e dell’automazione dei nostri quotidiani gesti fra le mura domestiche è difficile dirlo, tanto più che ciò che solo fino a poco tempo prima si pensava impossibile è poi puntualmente diventato realtà con l’incedere del progresso. E’ il caso degli studi che hanno proiettato la frontiera della domotica verso un futuro quasi fantascientifico: forse, in un tempo non particolarmente lontano, porte, finestre, elettrodomestici, luci e TV reagiranno semplicemente al nostro pensiero, “intercettando” gli impulsi del nostro cervello. Impossibile? No, anzi già realtà e anche da diverso tempo. Risalgono infatti al 2008 i primi successi di un gruppo di ricercatori, neurofisici e bioingegneri di Roma delle Università Tor Vergata e La Sapienza. Questi si sono dedicati alla realizzazione di un prototipo di casa, in cui diversi elementi di un’area dedicata – un televisore, un telefono, uno stereo, un ventilatore, porte e finestre, le luci ed un piccolo robot mobile, capace di svolgere diverse mansioni come afferrare e trasportare oggetti – sono comandati attraverso gli impulsi captati dal cervello, attraverso una particolare cuffia “rilevatrice” che sfrutta le onde P300 studiate dalle moderne neuroscienze. Tali impulsi sono poi trasmessi ad un computer che li decodifica e li “trasforma” in azioni concrete definite.

 

Una tecnologia applicata alla medicina

Non si tratta affatto, come forse potrebbe sembrare a prima vista, di una ricerca fine a sé stessa. Lo scopo del gruppo di ricerca romano è quello di applicare questa tecnologia per migliorare l’indipendenza e la qualità della vita di chi è costretto a convivere con limitazioni della mobilità di qualunque tipo derivanti da malattie, incidenti o infortuni e che spesso, proprio a causa della forzata “dipendenza” da qualcun altro, perde anche fiducia e percezione di sé stesso. Sebbene sia una tecnologia non invasiva, gli ulteriori sviluppi tuttora in corso sono mirati ed eliminare anche le cuffie utilizzando come ricettore dei minuscoli elettrodi da applicare direttamente sul cuoio capelluto. Insomma, il “pensiero libero” sembra proprio in grado di “muovere il mondo”.

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