Origini dell’uomo: nuovi fossili in Cina


Scritto da Francesca Merlo


Origini dell’uomo: nuovi fossili in Cina

La scoperta di alcuni fossili in Cina getta nuova luce sull’origine della vita umana.

Sembra proprio che la storia dell’uomo, a partire dall’Homo Erectus, vada riscritta. Il modello di progressione fino a ora ipotizzato dai paleoantropologi va ora reinterpretato alla luce delle nuove scoperte che sono state fatte in Cina, grazie al ritrovamento di nuovi fossili.

Essi risalgono a un periodo compreso tra i circa 900.000 e 125.000 anni fa e dimostrano come in quel periodo il territorio dell’Asia orientale fosse abitato da diversi ominidi, con caratteristiche che si collocano a metà tra l’Homo Erectus e l’Homo Sapiens.

In realtà, già nel 1929, alla periferia di Pechino, era stato scoperto un cranio umano – detto in seguito l’Uomo di Pechino e datato a 700.000 anni fa – che era stato annoverato tra i più antichi reperti umani fino ad allora scoperti. Tuttavia negli anni ci si è maggiormente concentrati sull’importanza rivestita dai resti ritrovati in Africa.

Oggi i paleontologi cinesi (e non) sono tornati a prestare maggiore attenzione ai resti degli ominidi asiatici: ora si tratta di cercare di capire in che modo i ritrovamenti di questi ominidi si colleghino all’Uomo di Pechino e all’Homo Herectus.

La storia dell’evoluzione è quindi tutt’altro che cristallizzata: sono lasciate aperte ancora molte strade e ipotesi che necessitano di maggiori studi, alla luce del ruolo centrale che l’Asia ha ricoperto nel progresso dell’evoluzione umana.

 

 

Fonte: www.lescienze.it

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