Scoperte cinque nuove particelle elementari al CERN


Scritto da Anna Invernizzi


Scoperte cinque nuove particelle elementari al CERN

Sono due ricercatori dell’Università di Bari i protagonisti di questa scoperta “da record”: un passo fondamentale per lo studio dei quark e della composizione della materia.

Ci sono diversi luoghi comuni che passano nel grande pubblico quando si parla di scienza, a volte caratterizzati da un qualche fondamento, altre un po’ meno. Uno di questi luoghi comuni è il fatto che in Italia non si possa fare ricerca, non ce ne siano le possibilità, non ce ne sia la cultura e che i nostri migliori “cervelli” siano così costretti ad andare all’estero per continuare a coltivare la propria passione per il sapere. Ebbene, non vogliamo certo negare tutti i problemi, annosi e conosciuti, che la ricerca scientifica si porta dietro nel nostro paese, ma forse qualcosa si sta muovendo o, più semplicemente, non tutto quello che accade dalle nostre parti è sempre catastrofico. Nell’affermare questo, ci atteniamo rigorosamente ai fatti: dopo esserci occupati  delle scoperte fatte da ricercatori italiani in tema di invecchiamento cellulare e di individuazione dell’origine del morbo di Alzheimer, siamo di fronte ad un altro grande successo della scienza “tricolore”, reso noto alla comunità scientifico qualche settimana fa da due studiosi del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari che hanno lavorato, una volta tanto fa piacere anche dirlo, su un progetto finanziato dalla regione Puglia.

 

Un esperimento da record

Sono il Professor Antimo Palano ed il dott. Marco Pappagallo, i protagonisti di questa notizia scientifica che si configura come una sorta di “record. Durante una serie di esperimenti effettuati presso il Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra – altra eccellenza scientifica su scala mondiale dove il contributo degli italiani è assolutamente determinante – sono riusciti ad isolare in “un solo colpo” ben cinque nuove particelle elementari fra quelle che costituiscono la materia, un fatto mai accaduto con queste proporzioni all’interno di un unico esperimento scientifico. I due ricercatori hanno pubblicato i risultati del loro eccezionale studio su ArXiv, la prestigiosa community scientifica online che fa capo alla Cornell University di New York.

 

Un nuovo punto di partenza

I cinque “nuovi arrivati” nel computo delle particelle elementari che costituiscono tutta la materia che ci circonda, hanno per adesso solo una denominazione scientifica convenzionale che esprime la loro massa espressa in megaelettronvolt, ma il prossimo passo degli scienziati baresi sarà quello di cercare di definirne i numeri quantici e “posizionarli” correttamente nel processo di costruzione della materia stessa, comprendendone le caratteristiche ed il loro significato teorico. Cercando di scendere un po’ nei termini della questione senza eccedere nel tecnicismo, lo straordinario acceleratore di particelle del CERN ha permesso di utilizzare delle collisioni fra particelle di materia, per disgregarla nelle sue componenti essenziali. Le cinque nuove particelle – individuate con certezza sperimentale – sembrano avere una massa all’incirca tripla di quella di un protone e risultano “eccitati” di un barione, una particella subatomica composta da tre quark, il cui nome scientifico è Omega-C-zero. Una scoperta eccezionale che apre, come è facile intuire anche per i profani, un vero e proprio nuovo filone di ricerca che potrà portare ad una ulteriore serie di scoperte ed applicazioni che attualmente non possiamo immaginare. E sarà proprio nello studio dei quark e delle relazioni che queste affascinanti particelle hanno col resto della materia, il campo che “minaccia” di essere maggiormente rivoluzionato da queste nuove incredibili scoperte nel mondo dell’infinitamente piccolo.

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