Sorprendente scoperta: la vita sulla terra è iniziata ancora prima di quel che si pensava


Scritto da Anna Invernizzi


Sorprendente scoperta: la vita sulla terra è iniziata ancora prima di quel che si pensava

Una stupefacente scoperta paleontologica “sposta” indietro nel tempo il momento della comparsa della vita sulla Terra: almeno 4 miliardi di anni fa

Non è passato molto tempo da quando la scienza ci ha posto di fronte all’enigma dell’infinitamente grande con la straordinaria scoperta dei sette pianeti “gemelli della Terra” intorno alla stella Trappist-1, scoperta che ha gettato una luce diversa sulla considerazione che il Genere Umano ha della sua posizione – fisica e filosofica – nell’immenso Universo. Ora, sempre attraverso le pagine della rivista scientifica americana Nature che sta sfornando in serie scoperte e studi rivoluzionari, la nostra curiosa attenzione di profani viene catturata da un’altra scoperta affascinante e rivoluzionaria, questa volta posta nel mondo dell’infinitamente piccolo. O se vogliamo dell’incredibilmente lontano nel tempo.

 

Una cintura di roccia vecchia di quattro miliardi di anni

 

Baia di Hudson, Canada. Un sito già molto noto agli studiosi perché la sua Nuvvuagittuq Greenstone Belt contiene alcuni dei sedimenti rocciosi più antichi dell’intero Pianeta, essendosi formati nell’arco di tempo compreso fra i 3,77 ed i 4,29 milioni di anni fa. La stupefacente longevità di questo particolarissimo sito, che ha pochi eguali nel mondo, non è nuovo a regalare fossili e testimonianze di forme di vita comparse in epoche estremamente remote, fra le prime in assoluto a formarsi e quindi si possono classificare come la “base” dell’intera catena evolutiva. Ma quello che ha scoperto il pool di paleontologi londinesi capitanati da Matthew Dodd, è senza dubbio qualcosa di assolutamente nuovo e che sposta indietro di qualche centinaio di milioni di anni il momento in cui la vita dovrebbe essere apparsa sulla Terra…

 

Incastrati nel quarzo da miliardi di anni

 

Sono dei microscopici batteri costituiti da filamenti rossi la cui dimensione non supera il millimetro ed il cui spessore è paragonabile più o meno a quello della metà di un capello umano. Non hanno ancora un nome scientifico, ma tale particolare è piuttosto irrilevante in questo momento. Quello che conta è il fatto che questi minuscoli batteri, proto-organismi viventi che sarebbero il primo livello elementare della catena dell’evoluzione della vita, sarebbero rimasti incastrati nelle strutture floreali di quarzo bianche in un’epoca compresa fra i 3,8 ed i 4,3 miliardi di anni fa, ovvero in periodo assai vicino alla “nascita” della Terra, la cui età stimata dagli studiosi è circa di 4,6 miliardi di anni. Sono dunque la più remota testimonianza “concreta” di vita sulla Terra, superando il precedente “record”, stabilito solo qualche mese fa, dai fossili di organismi unicellulari trovati in Groenlandia e datati a 3,7 miliardi di anni fa. Un “salto all’indietro” notevole, valutabile quindi in diverse centinaia di milioni anni e che permette di farsi una idea più precisa – per quanto questo termine si possa utilizzare in questi casi – di come la vita si sia prodotta ed abbia iniziato la sua entusiasmante e misteriosa “roadmap” verso la varietà sterminata che possiamo ammirare oggi. Una “roadmap” che potrebbe essere la medesima accaduta in diversi altri pianeti, come ad esempio Marte. Gli organismi scoperti da Matthew Dodd erano minuscoli essere monocellulari che si nutrivano di ferro e che vivevano dove un tempo c’erano le acque calde e profonde di un Oceano. Forse sono stati i nostri veri, minuscoli, progenitori.

 

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]