Suono e significato: c’è un sorprendente legame


Scritto da Francesca Merlo


Suono e significato: c’è un sorprendente legame

Tutti avrete sicuramente notato delle “assonanze” piuttosto frequenti fra determinate parole:

se prendiamo come esempio la parola “madre” noteremo che in giro per il mondo ci sono parole equivalenti dal suono abbastanza simili (mother in inglese, mutter in tedesco, mère in francese, e così via).
Tutto questo potrebbe sembrare perfettamente logico fintanto che stiamo parlando di nazioni confinanti tra di loro, quindi con ceppi linguistici comuni e contaminazioni abbastanza facili.
Un team di ricercatori ha esteso il campo di ricerca su scala globale ottenendo dei risultati che difficilmente potevamo immaginare: le assonanze non si limitano per esempio fra noi e i nostri cugini francesi o tedeschi, ma potrebbe esistere una correlazione che valica oceani e continenti.
Lo studio “Proceedings of the National Academy of Sciences” ha evidenziato che suoni molto simili sono usati per indicare la stessa cosa: per quanto riguarda i nomi delle parti del corpo, per esempio, ci sono suoni simili sia che ci si trovi in Europa, sia nel caso in cui stessimo ascoltando la lingua nativa delle isole Hawaii.
L’analisi statistica sulle parole più essenziali – un vocabolario di circa cento parole – ha individuato che la “r” è ricorrente nella parola che indica il colore rosso; esistono quindi delle evidenze che singoli suoni sono stati associati sin dall’antichità a determinati oggetti/parti del corpo/eventi atmosferici.
Morten H. Christiansen, direttore del Cornell Cognitive Neuroscience Lab e responsabile del progetto “Proceedings of the National Academy of Sciences” sottolinea che:
“Ciò non significa che tutte le parole corrispondenti contengano questi suoni ma che l’associazione [fra la parola che esprime un concetto e un suono] è molto più forte di quanto ci si aspetterebbe se fosse casuale”
Fra le altre cose, Morten suppone che possa esserci una correlazione fra l’età evolutiva e l’utilizzo dei suoni; in pratica, la spontaneità con cui un infante articola i suoni diventa la base per la nascita di una parola.

 
Fonte: www.lescienze.it

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]