Vogliamo eliminare lo smog? Cambiamo l’aria nella nostra testa.


Scritto da Franz Iacono


Vogliamo eliminare lo smog? Cambiamo l’aria nella nostra testa.

Le cause principali dell’inquinamento atmosferico sono le nostre cattive abitudini: l’auto usata anche quando non serve, il riscaldamento troppo alto, le luci sempre accese. Se vogliamo ricominciare a usare i polmoni, usiamo prima la testa.

 

Abbiamo doverosamente smesso di fumare, seguiamo una dieta a base di cavolo e broccoli per contrastare i radicali liberi, facciamo una mezza maratona alla settimana per aumentare la nostra capacità aerobica. Eppure certi giorni ci sembra di aver fumato un intero pacchetto di sigarette, di aver mangiato una bistecca bruciata e di aver battuto il record personale di inalazione di veleni. A questo punto sorge spontanea una domanda. Perché continuiamo a scaricare veleni nell’aria sapendo che poi saremo noi a respirarli?

 

L’Italia, relativamente alla qualità dell’aria, è messa molto male. Un report della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile presentato alla fine di settembre ci informa che siamo il peggiore dei paesi europei occidentali, con 91.000 morti premature causate da inquinamento atmosferico. Si tratta di 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 in Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna. Ma vediamo nel dettaglio con quali inquinanti abbiamo a che fare.

 

Il PM2,5

È il tipo più pericoloso di particolato atmosferico (“particulate matter”, da cui PM). In Italia è responsabile di 66.630 morti all’anno: 1.116 ogni milione di abitante, contro una media europea di 860. Il PM2,5 è una miscela di polveri sospese prodotte principalmente dalla combustione dei motori e dal riscaldamento domestico. Queste polveri, che sono definite “sottili”, hanno un diametro aerodinamico inferiore ai 2,5 micron (millesimi di millimetro). Rispetto alle polveri grosse (PM10) che quando sono inalate si fermano nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, il PM2,5  raggiunge facilmente i polmoni e penetra negli alveoli. Può provocare asma, bronchite, disturbi circolatori e cardiaci e incrementa l’incidenza dei tumori ai polmoni. I suoi valori aumentano in inverno, in presenza di nebbia e quando non c’è vento.

 

Il biossido di azoto (NO2)

Con 21.040 vittime all’anno, il NO2 è la seconda causa di morti da inquinamento in Italia. Il NO2 deriva dalla reazione che gli ossidi di azoto (NOx), provenienti soprattutto dagli scarichi delle auto, subiscono a contatto con l’atmosfera. Essendo più denso dell’aria, tende a rimanere a livello del suolo ed è perciò pericoloso soprattutto per i bambini, a cui può provocare tosse, bronchiti e difficoltà di respirazione. La causa principale della presenza di NO2 nell’aria sono le emissioni di NOx dei motori diesel. L’emergenza è avvertita in tutte le grandi città del mondo. Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo ha attirato l’attenzione sul problema facendosi promotrice di una campagna no-diesel. A a partire dal 2020 le vetture a gasolio non potranno più circolare nella capitale francese.

 

L’ozono (O3)

La molecola di ozono si forma, a livello del suolo, quando alcuni inquinanti, come gli ossidi d’azoto (NOx) reagiscono a causa della presenza della radiazione solare. L’ozono si manifesta soprattutto in estate con il cosiddetto inquinamento fotochimico. Può provocare irritazione agli occhi, al naso, alla gola e all’apparato respiratorio. È responsabile di 3.380 morti all’anno.

 

Come fare per proteggersi da questi inquinanti? La prima linea di difesa è il buon senso. Evitiamo di passeggiare o andare in bicicletta nelle strade più trafficate e nelle ore di punta. Se vogliamo correre, facciamolo in un parco, per beneficiare dell’effetto filtrante degli alberi. Per arieggiare, apriamo le finestre di notte e non di giorno. Un ultimo consiglio: prima di uscire di casa consultiamo l’Indice della Qualità dell’Aria sul sito dell’Arpa della nostra regione (ecco quello della Lombardia) proprio come facciamo con il meteo.

 

Ma se vogliamo estirpare il problema alla radice, che è il solo modo per proteggere veramente la nostra salute, dobbiamo cambiare le nostra cattive abitudini. Proviamo a lasciare l’auto nel garage e a muoverci con i mezzi pubblici o in bicicletta. E quando siamo a casa, abbassiamo il riscaldamento nelle stanze quando usciamo (grazie all’obbligo delle valvole termostatiche sui termosifoni, risparmieremo pure).

 

Cambiare mentalità è possibile. Un esempio ce lo offre Amsterdam, che nel 2015 era una delle città più inquinate in Europa ed è stata per questo richiamata dalla Comunità Europea. In questi due anni la città si è mobilitata, realizzando una serie di progetti innovativi che dimostrano che in materia di qualità dell’aria si può fare molto. Si pensi alla torre per la depurazione dell’aria installata nel centro della città, o delle voliere WIFI appese agli alberi nei vari quartieri che fanno scattare il wifi gratuito quando l’aria è meno inquinata. La capacità di trovare idee come queste non manca certo al nostro Paese. Quello che manca è la consapevolezza del problema.

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]