Chi ha la pelle più sana del reame? Impariamo a osservarci allo specchio.


Scritto da Adele Sparavigna

Dermatologa e Venereologa / Dermatologist and Venereologist


Chi ha la pelle più sana del reame?  Impariamo a osservarci allo specchio.

Siamo bravi a cogliere i più microscopici inestetismi. Impariamo a esaminare allo specchio anche la salute della nostra pelle. È un metodo di prevenzione e di diagnosi precoce senza uguali.


La pelle è un organo vitale: il più esteso del corpo umano e il più importante per quanto riguarda il ruolo di tramite tra l’essere umano e l’ambiente a cui esso appartiene. Due metri quadri circa di un involucro tutt’altro che inerte e meno di un centimetro di spessore ci consentono di tener testa a tutto quello che avviene intorno a noi, a tutto quello con cui veniamo in contatto, a tutte quello che appoggiamo su di noi. Un organo vero e proprio, sede di un intenso metabolismo, capace di traspirare, di produrre ormoni, di trasmettere emozioni attraverso canali neurobiochimici complessi e non ancora del tutto chiariti.

 

Va da sé che la pelle va conservata integra e sana e che, fortunatamente, l’insorgenza di patologie potenzialmente severe, in questo ambito, sia subito sotto gli occhi degli interessati. Infatti, nonostante l’incidenza dei tumori della pelle sia in costante aumento, la buona notizia è che la cura dei suddetti tumori risulta più efficace quanto più precoce è la loro diagnosi.

 

L’autoesame, ossia l’osservazione accurata che ognuno di noi può fare della propria pelle, risulta uno degli strumenti più importanti per effettuare una diagnosi precoce. Ovviamente, è senz’altro preferibile che il primo esame della cute lo esegua il dermatologo; in questo modo si possono avere indicazioni precise riguardo ai tempi ed alle modalità d’esecuzione del proprio autoesame, oltre che ad una indicazione dei segni cutanei da tenere più in considerazione (macchie, lentiggini, nevi ecc.).

 

L’ autoesame va eseguito in maniera strutturata e organizzata ma una volta che si è imparato ad eseguirlo correttamente, non ruba più di dieci minuti.

Prima di eseguire l’autoesame procurarsi il seguente materiale:

  1. Uno specchio grande che permetta l’osservazione del corpo in toto.
  2. Uno specchietto piccolo, da orientare davanti allo specchi grande per osservare le parti posteriori.
  3. Un phon (per poter osservare, anche facendosi aiutare, il cuoio capelluto).

Attenzione a tutti i cambiamenti della nostra pelle; non bisogna ignorare la comparsa di una semplice macchia cutanea solo perché non fa male. I tumori della pelle possono non dare sintomi dolorosi, ma essere ugualmente pericolosi.

 

L’autoesame deve tenere in considerazione i seguenti segni:

  1. Macchie cutanee che si accrescono in dimensione ed appaiono traslucide, perlacee, scure o multicolore.
  2. Macchie o piaghe cutanee che continuano a pizzicare, a dolere, a formare croste, a estendersi o a sanguinare.
  3. Nevi, voglie, macchie scure che:
    • cambiano colore:
    • aumentano la dimensione e lo spessore;
    • cambiano la struttura;
    • hanno contorni irregolari;
    • hanno un diametro maggiore di 6mm (equivalente al diametro di una matita);
    • compaiono dopo i 21 anni.

La comparsa di uno o più di questi segni deve indurre a consultare il dermatologo con serenità, perché non rappresenta necessariamente qualcosa di preoccupante e, se anche lo fosse, basterebbe la sua precoce asportazione per evitare ogni rischio.

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