Attacchi di panico notturni: come si manifestano


Scritto da Areastream


Attacchi di panico notturni: come si manifestano

Gli attacchi di panico notturni compaiono durante la notte, con un risveglio improvviso dal sonno. A essi segue uno stato di profonda angoscia, accompagnata da sintomi come sudorazione e difficoltà respiratorie.


Attacchi di panico notturni: che cosa sono?

Nel caso degli attacchi di panico diurni, le persone possono ricorrere a comportamenti protettivi e di evitamento. Mentre negli attacchi di panico notturni, ci si ritrova impotenti, immersi nel buio e in uno stato di coscienza non completamente lucido.
È importante pensare però che l’attacco di panico è un sintomo, cioè nostro amico, è un campanello d’allarme che ci avvisa che qualcosa nella nostra vita non ci va bene, e ci invita a prenderlo in considerazione e modificarlo.

Attacchi di panico notturni: quali sono le cause?

Gli attacchi di panico notturni sono probabilmente causati da una serie di fattori, come l’ansia, lo stress fisico (dovuto a malattie, stanchezza ecc.) o mentale (causato da lutti, separazioni, cambiamenti sul lavoro ecc.), unitamente all’iperventilazione. Ci sono poi alcune condizioni come la sindrome delle apnee ostruttive notturne e il reflusso gastroesofageo che giocano un ruolo importante in questo tipo di attacchi di panico. Per tali motivi è importante innanzitutto verificare la presenza di cause mediche.

Attacchi di panico notturni: come risolvere il problema

Se invece l’unica causa è la mente, solo dopo aver iniziato a cambiare prospettiva e il mondo in cui si guarda al mondo, ci si potrà liberare dagli attacchi di panico notturni.
Il nervosismo e la tensione che accompagnano lo stess causano l’aumento di adrenalina e cortisolo nel nostro organismo. Si diventa così così maggiormente sensibili a una condizione di stress permanente.
Imparare le tecniche di respirazione o diaframmatica ci può aiutare a rilassarci e a gestire meglio gli attacchi di panico notturni. Naturalmente, bisogna andare ad agire sulle cause profonde di questi attacchi ed è quindi necessario rivolgersi a uno specialista che ci aiuti a riconoscerle e affrontarle, evitando che questo disturbo si cronicizzi.

 

Dott.ssa Valeria d’Antonio

Psicologa clinica e mediatrice familiare

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