Come uscire dalla depressione? Ecco le principali terapie


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Come uscire dalla depressione? Ecco le principali terapie

La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da uno stato emotivo di sofferenza, insoddisfazione e inadeguatezza che comporta un notevole deterioramento del funzionamento psicosociale.

Questo disturbo colpisce la capacità di pensiero lucido e realistico, minando la motivazione all’azione, e alterando funzioni corporee quali, ad esempio, appetito e sonno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Salute, il disturbo depressivo continua ad essere la malattia il disturbo psicologico più diffusa al mondo.

Come uscire dalla depressione: gli approcci terapeutici

Esistono diverse modalità terapeutiche per la cura della depressione. Tra queste, le più rilevanti sono la farmacoterapia, la psicoterapia (in particolare la Terapia Cognitivo- Comportamentale, e la Terapia Interpersonale) e la combinazione dei due trattamenti. Nonostante siano stati condotti numerosi Trial Clinici per determinare l’utilità dei diversi approcci terapeutici, rimane ancora poco chiaro quale sia il trattamento più efficacie per per questo disturbo caratterizzato da una grande varietà di sintomi, il cui decorso e la cui severità quasi sempre differiscono da paziente a paziente.

Come uscire dalla depressione: la terapia farmacologica

Il trattamento farmacologico è sicuramente il più studiato empiricamente. Gli antidepressivi testati (gli antidepressivi triciclici, gli Inibitori delle monoamino-ossidasi, e gli Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) sono risultati maggiormente efficaci rispetto al placebo e non sono emerse differenze significative di efficacia tra le varie classi di antidepressivo.

Tuttavia, solamente il 40% dei pazienti risponde agli effetti biologici del trattamento farmacologico, la restante percentuale risulta migliorare grazie all’effetto placebo (circa il 30 % dei pazienti trattati) o non rispondere affatto al trattamento. La mancanza di una risposta immediata alla terapia porta spesso il paziente ad interrompere bruscamente l’assunzione di farmaci prima ancora di poterne testare l’efficacia, compromettendone i potenziali effetti benefici. Inoltre, la sospensione della terapia farmacologica è spesso correlata ad un aumento del rischio di ricorrenza dei sintomi, evidenziando il fatto che essa possa sensibilizzare alla malattia, ostacolando il naturale processo di guarigione nel sistema nervoso centrale.

Come uscire dalla depressione: la psicoterapia

Per questo motivo diventa necessario considerare approcci terapeutici alternativi che possano integrare, o dove possibile sostituire, quello farmacologico. Dalla letteratura, è possibile identificare due forme di psicoterapia la cui efficacia è supportata da studi controllati: la Terapia Cognitivo-Comportamentale e la Terapia interpersonale. Questi due approcci terapeutici mirano a supportare i pazienti nell’individuazione di schemi disfunzionali di ragionamento e di interpretazione della realtà, al fine di ristrutturare il pensiero in modo funzionale, di controllare i meccanismi che sostengono e alimentano la sofferenza psicologica e di potenziare le funzioni interpersonali.

L’efficacia della psicoterapia è evidente non solo a livello psicologico ma anche neurofisiologico, restaurando il normale funzionamento elettrofisiologico di aree normalmente compromesse nei pazienti affetti da depressione. Il miglioramento della sintomatologia legato alla psicoterapia, risulta infatti essere associato ad un incremento dell’attivazione dei meccanismi di ricompensa del sistema limbico, nonché ad un incremento della funzionalità corteccia prefrontale dorso laterale che controlla i meccanismi di fatica, di concentrazione e delle funzioni esecutive.

Come uscire dalla depressione: trattamenti combinati

Come uscire dalla depressione, quindi? Appare tuttavia evidente che la combinazione dei due tipi di trattamento, strategicamente scelta e pianificata, aumenti considerevolmente le possibilità di successo della terapia. Questo risultato è dovuto a due fattori principali: in primis, la psicoterapia aumenta l’accettazione della prescrizione farmacologica, rende il paziente più collaborativo e lo supporta nel dover fronteggiare eventuali effetti collaterali e fallimenti terapeutici, in secondo luogo, l’effetto combinato su diversi aspetti del disturbo depressivo rende il risultato complessivo migliore e più duraturo.

 

Fonte: Neural Implications of Psychotherapy, Pharmacotherapy, and Combined Treatment in Major Depressive Disorder.

TL Schwartz, D Santarsieri – Mens Sana Monographs, 2016 – ncbi.nlm.nih.gov

 

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