Dipendenza affettiva: come riconoscerla e affrontarla


Scritto da Areastream


Dipendenza affettiva: come riconoscerla e affrontarla

La dipendenza in sé, è un qualcosa di “naturale” che accomuna le nostre esistenze. Nasciamo e siamo dipendenti, cresciamo e abbiamo bisogno di empatia, di conferme e ammirazione in modo da poter regolare la nostra autostima.


Ma una sana dipendenza porta ad una sana indipendenza. Cosa succede quindi quando la dipendenza diventa patologia? Come possiamo liberarci da essa?

Dipendenza Affettiva: chi ne soffre e quali sono i sintomi?

Innanzitutto bisogna precisare come la dipendenza affettiva sia una vera e propria dipendenza, quindi il soggetto che ne soffre non sarà in grado di governare se stesso; esso è un prigioniero.
È una patologia che colpisce quasi totalmente la sfera femminile e chi ne soffre tende ad avere scarsa fiducia in se stesso e una paura immotivata di essere abbandonato. Il dipendente affettivo ha bisogno dall’altro per essere felice, ha difficoltà a riconoscere i propri bisogni e non riesce a prendersi adeguatamente cura di sé. Lungi da lui il creare spazi per una sua crescita personale, avverte ogni cambiamento come una vera e propria minaccia.
Si parla di dipendenza affettiva, o di love addiction, quando chi ne soffre ha la necessità di stare sempre con una persona, quando ha bisogno sempre dell’altro per fare qualsiasi cosa o tende a delegare a quest’ultima; quando, pur di stare con la persona amata, è disposta a subire prevaricazioni di vario genere e pone se stessa , insieme alle proprie esigenze, in secondo piano. Il soggetto che soffre di questa patologia, pur di non affrontare i problemi, nega l’evidenza o, nel momento in cui il partner viene a mancare, ha un immediato bisogno di trovarne un altro.

Dipendenza Affettiva: le diverse categorie

L’amare diventa continua sofferenza e l’ossessione una costante nell’agire quotidiano; la dipendenza affettiva è una patologia che stravolge il naturale fluire del comportamento affettivo andando a colpire una delle nostre principali funzioni: il sentimento. L’origine di questa patologia è da rintracciare in una bassissima autostima, causata da un’infanzia molto probabilmente caratterizzata da mancanza d’amore, privazioni, violenze o scarsa vita emotiva. Esistono diversi tipi di dipendenti affettivi come il dipendente ossessivo, colui che non riesce a “lasciare andare” il partner e ne è ossessionato, il dipendente dalla relazione ossia colui che, pur non essendo più innamorato del partner, non se ne distacca per paura del cambiamento, il dipendente affettivo co-dipendente, soggetti con scarsa autostima che tentano di non staccarsi dal partner diventando così codipendenti. I dipendenti affettivi narcisisti sono coloro che basano le loro azioni sul principio che l’altro debba essere dominato mentre dipendenti affettivi ambivalenti sono coloro che vorrebbero un legame ma lo temono, quindi si allontano e si avvicinano in modo imprevedibile.

Dipendenza Affettiva: come affrontarla.

Avete paura e vi sentite perse quando lui esce di casa? Imparate ad apprezzare la solitudine, facendo cose piacevoli e gratificanti: guardare un film, ascoltare musica, leggere un libro, fare yoga… Scoprirete che non c’è nulla da temere nel fare delle attività da sole anzi, può essere estremamente piacevole. Riprendetevi i vostri spazi, rispolverate vecchi hobbies, scoprite chi siete veramente e cosa volete, imparate a stare bene con voi stesse e liberatevi dall’ansia del giudizio degli altri. La dipendenza affettiva è difficile da gestire perciò servirà l’aiuto di un esperto che sappia accompagnare il soggetto fuori da questo tunnel. Non pensate di liberarvene chiudendo la relazione con il proprio partner. Niente di più sbagliato. La successiva relazione presenterà le medesime problematiche: siamo noi ad attrarle, e si continuerà così ad attirare le stesse persone, finché il “percorso” non sarà completato.
Nicole Bezzi
Fonti: www.psiconauti.itwww.cosmopolitan.itwww.chennelhealing.it

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