Dipendenza da internet: un nuovo modello comportamentale


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Dipendenza da internet: un nuovo modello comportamentale

Secondo recenti studi il fenomeno è in continua crescita, ma cosa si nasconde dietro la dipendenza da internet?

A chi non è successo di guardare il cellulare in situazioni di disagio e di tensione? La facile accessibilità al web ha portato negli ultimi decenni a una crescente diffusione della dipendenza da internet. Ma chi sono i dipendenti da internet? e quali ne sono le cause principali?

La dipendenza da internet come disturbo comportamentale è stata proposta per la prima volta nel 1996. Da allora, data la crescente diffusione del fenomeno, sono stati pubblicati numerosi studi scientifici per mettere in evidenza le caratteristiche peculiari di questo disturbo. Un recente articolo pubblicato su “ Neuroscience and Biobehavioral Reviews” propone un modello comportamentale che mette in luce le diverse componenti che concorrono allo suo sviluppo.

Dipendenza da internet: predisposizione soggettiva

Le variabili di predisposizione soggettiva allo sviluppo di tale dipendenza possono essere raggruppate in cinque categorie distinte.

La prima è rappresentata da fattori di rischio genetici (come per esempio alterazioni dei sistemi della serotonina e della dopamine) ed da esperienze infantili traumatiche come abusi emotivi e fisici o isolamento sociale che risultano avere una correlazione con lo sviluppo della dipendenza da internet. Altra categoria rilevata in diversi studi è rappresentata da condizioni psicopatologiche come la depressione, i disturbi (sociali) d’ansia e i deficit di attenzione (ADHD).

Aspetti legati alla personalità (impulsività, bassa autostima e mancanza di auto-consapevolezza) e alla cognizione sociale (sensazione di inadeguatezza e di mancanza di supporto sociale, solitudine e sfiducia nel prossimo), nonché motivazioni personali (necessità di socializzazione, narcisismo, aperura a nuove esperienze, eccitabilità sessuale) costituiscono due altre motivazioni che incidono sullo sviluppo della dipendenza da internet.

Ma quali sono i meccanismi cognitivi e comportamentali alla base di questo fenomeno?

Dipendenza da Internet: risposte cognitive e affettive

Uno degli aspetti più chiari è che la dipendenza da internet emerge spesso in risposta allo stress percepito dal soggetto. Questo influenza considerevolmente i processi cognitivi: la polarizzazione dell’attenzione su meccanismi di ricompensa a breve termine (pornografia, social network, giochi di ruolo) e la scelta di intraprendere processi decisionali rischiosi (gioco d’azzardo on-line) o ne rappresentano gli esempi più diffusi. L’utilizzo di internet assume così un valore di risposta (disfunzionale) allo stress della vita quotidiana che supplisce la mancanza di meccanismi funzionali efficaci.

La compulsione nel ricercare una fuga dalla realtà per un appagamento provvisorio e disfunzionale costituisce un altro elemento fondamentale nella dipendenza da internet: il web diventa quindi un mezzo accessibile ed immediato per depolarizzare l’attenzione da problematiche difficilmente gestibili, per regolare (o presumere di farlo) l’umore, mettendo a tacere sensazioni ed emozioni negative e riconquistando apparentemente il controllo del sé.

Dipendenza da Internet: effetti cognitivi comportamentali

Gli effetti della dipendenza da internet si riflettono non solo sulla qualità della vita quotidiana ma anche sulle funzioni esecutive: i soggetti dipendenti da internet si ritrovano in situazioni di isolamento e di distacco dalla realtà, con un decremento di funzioni quali meccanismi di controllo inibitorio, capacità di risolvere i problemi, di prendere decisioni, di intraprendere processi di pianificazione.

Il passaggio da un utilizzo moderato del web alla dipendenza è tuttavia una linea molto sottile ed è necessario tener conto di tutte queste variabili per poter identificare la presenza di questo fenomeno e per poterlo trattare in modo consono.

Fonte: Matthias Brand, Kimberly S. Young, Christian Laier, Klaus Wölfling, Marc N. Potenza. Integrating psychological and neurobiological considerations regarding the development and maintenance of specific Internet-use disorders: An Interaction of Person-Affect-Cognition-Execution (I-PACE) model. Neuroscience and Biobehavioral Reviews (2016).

[rrssb options="email,facebook,twitter,pinterest"]