Disturbo affettivo stagionale: con la primavera diciamo addio alla depressione invernale


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Disturbo affettivo stagionale: con la primavera diciamo addio alla depressione invernale

La primavera è un sospiro di sollievo per chi ha sofferto di depressione durante la stagione fredda. Cos’ è il disturbo affettivo stagionale e come è possibile trattarlo?

Il disturbo affettivo stagionale (DAS) è un disturbo depressivo molto frequente e si manifesta di solito in una specifica stagione, come l’autunno e l’inverno. Anche se tra gli psichiatri resta acceso il dibattito sulla sua valenza come disturbo mentale, una sintomatologia specifica è stata individuata e classificata sia nel DSM-V (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) che nel ICD-10 (Classificazione Internazionale delle Malattie) come “disturbo depressivo ricorrente con andamento stagionale”.

 

Nonostante sia possibile che ricorra anche nei periodi estivi, la forma predominante è quella i cui sintomi si verificano durante l’autunno e l’inverno (depressione d’inverno), scomparendo in primavera (remissione) per tornare solamente nell’autunno successivo. Dal quando la luce del giorno comincia a diminuire, la maggior parte di noi è in grado di percepire, in misura differente, i tipici sintomi della depressione invernale: spossatezza, ipersonnia, aumento dell’appetito e del peso, irritabilità, bassa motivazione e ridotta socialità.

 

Disturbo affettivo stagionale: qualche curiosità Si stima che il 10/20 % dei casi di depressione ricorrente segue un andamento stagionale ed e per questo classificabile come DAS. Il 30% dei casi rientra anche nei criteri per la diagnosi del disturbo bipolare. La prevalenza del disturbo affettivo stagionale aumenta con la latitudine e con la quantità di luce diurna ad essa correlata (negli Stati Uniti 1,4% in Florida al 9,9% in Alaska). Tuttavia è stata anche dimostrata una correlazione con fattori culturali, etnici e genetici (la prevalenza in Islanda è di fatto inferiore a quella registrata a latitudini inferiori negli Stati Uniti). I giovani e le donne hanno più probabilità di sviluppare disturbo affettivo stagionale, con un rapporto tra i due sessi che varia da 2: 1 a 9: 1 (Le donne sono colpite da due a nove volte più degli uomini). Disturbo affettivo stagionale: tra le cause l’alterazione dei livelli di serotonina e melatoninaAl fine di identificare le principali cause del disturbo affettivo stagionale, sono stati condotti numerosi esperimenti per la valutazione di neurotrasmettitori e ormoni, di ritmi circadiani (variazioni cicliche giornaliere di diverse attività biologiche umane tra cui livelli ormonali, tono muscolare e temperatura corporea) e fattori psicologici.  Ne è emerso che l’insorgenza del disturbo affettivo stagionale è frequentemente associato ad alterazioni dei livelli di melatonina e serotonina. La melatonina è un ormone attivato dal buio e disattivato dalla luce. In pazienti affetti da depressione invernale, in inverno si assiste ad un prolungamento della secrezione di melatonina durante la notte che causa l’insorgenza di dei sintomi specifici del disturbo affettivo stagionale (come ipersonnia e sociale ritirare). Al contrario, la serotonina, uno stabilizzatore naturale dell’umore, è un neurotrasmettitore che aiuta ad equilibrare il sonno, l’alimentazione e digestione, a ridurre la depressione e a regolare i livelli d’ansia. Dal momento che la sua produzione viene stimolata dalla luce, durante l’inverno il ricircolo di serotonina diminuisce, contribuendo allo sviluppo dei sintomi del disturbo affettivo stagionale. Anche se, qualche migliaia di anni fa, è molto probabile che questi meccanismi di rallentamento metabolico e di risparmio di energie durante l’inverno, garantissero un vantaggio per la sopravvivenza (come avviene in molti animali che vanno in letargo), al giorno d’oggi questa condizione non risulta essere così utile. Disturbo affettivo stagionale: tra i rimedi la “terapia della luce”  La buona notizia è che nessuno paziente affetto da disturbo affettivo stagionale deve aspettare la primavera o l’estate per sentirsi meglio. La terapia della luce (o fototerapia) è uno trattamento ampiamente utilizzato, la cui efficacia è stata ampiamente testata e validata. Essa consiste nell’ esposizione giornaliera a  lampade fluorescenti durante i mesi sintomatici. La durata giornaliera raccomandata varia da 30 minuti a due ore al giorno, sono generalmente sufficienti due settimane per determinare l’efficacia. Molto spesso, si ha un aumento della risposta alla terapia quando questa viene eseguita nelle prime ore del mattino (quando i livelli di melatonina cominciano cioè a ridursi). Comunque determinando i ritmi circadiani del paziente, possibile individuare, in modo personalizzato, il miglior momento del giorno per eseguire la terapia. Gli effetti della fototerapia sono normalmente evidenti tra i quattro a sette giorni dall’inizio, con una risposta notevolmente più veloce rispetto agli antidepressivi, la cui efficacia diventa evidente tra le quattro e le sei settimane dall’inizio del trattamento.

 

Fonte: Kathryn A. Roecklein, Kelly J. Rohan. Seasonal Affective Disorder An Overview and Update Psychiatry (Edgmont). 2005

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