Innamoramento: cosa cambia nel cervello degli innamorati


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Innamoramento: cosa cambia nel cervello degli innamorati

Il concetto di innamoramento è stato analizzato e discusso nel tempo da molteplici punti di vista:

partendo dall’amore romantico raccontato in letteratura, a quello considerato come ispirazione per le più straordinarie conquiste del genere umano, esso gioca un ruolo essenziale nello sviluppo, nella riproduzione e nell’evoluzione dell’uomo.

 

Innamoramento: cos’è?

Negli ultimi decenni, l’innamoramento è divenuto un tema di interesse per sociologi e psicologi e scienziati: è stato definito come lo stato nascente del movimento collettivo più semplice -quello a due- (Alberoni), come uno stato motivazionale associato al desiderio di mantenere una relazione più stretta con un altro individuo (Aron), come un protagonista fondamentale nei processi di ricompensa e motivazione (Cacioppo), come un sentimento complesso che coinvolge componenti non solo emozionali ma anche cognitive e comportamentali.

Risonanza Magnetica funzionale: un nuovo metodo di indagine delle aree coinvolte

Negli ultimi anni, gli avanzamenti tecnologici nell’ambito dell’indagine di meccanismi cerebrali e processi neurologici, hanno spinto i ricercatori ad individuare quali siano le aree cerebrali coinvolte durante il complesso processo dell’innamoramento per mezzo della risonanza magnetica funzionale (fMRI). Molteplici studi hanno consentito di evidenziare le regioni cerebrali coinvolte nell’amore romantico durante lo svolgimento di compiti specifici legati allo stato di innamoramento (come ad esempio la visualizzazione dell’immagine della persona amata o la rievocazione di momenti salienti vissuti con il partner). Queste possano essere suddivise in due categorie distinte: network corticali (che mediano meccanismi di ricompensa, motivazione e regolazione emotiva) e regioni subcorticali (che coinvolgono processi di attenzione, di cognizione sociale, memoria e rappresentazione del se).

Innamoramento: il cervello

Rimane tuttavia ancora poco chiaro come l’alterazione degli stati emotivi, psicologici e comportamentali legati alla fase dell’innamoramento (e non ad un compito transitorio) possa modificare in modo più duraturo l’architettura funzionale del cervello allo stato di riposo (senza quindi ricorrere all’induzione di stimoli esterni). Un recente studio condotto per mezzo della Risonanza Magnetica Funzionale durante lo stato di riposo (resting-state fMRI), ha consentito di individuare le caratteristiche salienti della connettività funzionale (che descrive la correlazione funzionale tra aree cerebrali distinte) e dell’omogeneità corticale (che misura la sincronizzazione dell’attività cerebrale e che rispecchia un’efficiente organizzazione del processamento delle informazioni) durante l’innamoramento.

Innamoramento: lo studio

Messi a confronto tre gruppi di soggetti (attualmente innamorati, usciti dalla fase di innamoramento e mai innamorati), è stato possibile evidenziare:

1) un incremento della sincronizzazione (e quindi della coinvolgimento di questa regione nello stato di innamoramento) della corteccia dorso-laterale anteriore, nota per essere coinvolta in stati di felicità, di introspezione (attenzione ai propri stati emozionali), di interazione sociale ed empatia.

2) una correlazione positiva tra sincronizzazione della corteccia dorso-laterale anteriore e la durata dell’innamoramento (da più tempo si è innamorati, maggiore è l’incremento di sincronizzazione) e una correlazione negativa tra la sincronizzazione della medesima area e la durata dello stato “di tristezza e disperazione” consecutivo alla fine di un rapporto(misurato nel gruppo di soggetti usciti dalla fase di innamoramento).

3) Un aumento della connettività funzionale nel gruppo degli innamorati in corrispondenza del network cerebrale correlato al processamento delle emozioni, della motivazione e alla regolazione emotiva ( corteccia dorso-laterale anteriore, insula, nucleo caudato, amigdala e nucleo accumbens) e a quello correlato alla cognizione sociale, al giudizio morale, all’attenzione per le emozioni altrui e alla fiducia verso l’altro (giunzione temporo parietale, corteccia del cingolo posteriore, corteccia prefrontale mediale, precuneo)

Lo studio, fornisce una dimostrazione empirica della presenza di alterazioni non transitorie dell’architettura funzionale dei network cerebrali nei soggetti innamorati; conferma il coinvolgimento di aree cerebrali precedentemente individuate durante l’esecuzione di compiti funzionali specifici ed evidenzia i meccanismi neurofisiologici dell’innamoramento attraverso l’analisi dell’attività cerebrale intrinseca.

Fonte: Song et al. Love-related changes in the brain: a resting-state functional magnetic resonance imaging study. Frontiers Human Neuroscience (2015)

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