Istruzioni per rovinarsi la giornata: vincere la medaglia d’argento


Scritto da Franz Iacono


Istruzioni per rovinarsi la giornata: vincere la medaglia d’argento

Cosa sarebbe successo se foste stati più concentrati, non aveste voluto esagerare, vi foste preparati meglio? Ma soprattutto, perché il terzo classificato è così soddisfatto?

Avete partecipato a una gara per cui vi siete a lungo allenati e siete arrivati secondi. Dovreste essere felici. In fin dei conti avete segnato un tempo eccezionale. E invece no, un pensiero vi brucia impedendovi di gustare il momento. Avete mancato l’oro per un soffio. Per un soffio! Vi stanno infilando la medaglia al collo e voi pensate che se vi foste impegnati di più, forse… Poi vi viene in mente che qualcuno starà peggio di voi e vi sporgete alla vostra sinistra per leggere la delusione sul suo volto. Ma sorpresa! Il terzo classificato, medaglia di bronzo, è raggiante. È come se avesse vinto lui la competizione.

 

Sembrerà controintuitivo, ma chi si classifica al terzo posto sempre è più felice di chi arriva secondo. È un fenomeno ben noto agli psicologi ma che può essere colto da tutti attraverso la semplice osservazione. Durante le Olimpiadi di Atene del 2004 Matsumoto e Willingham hanno monitorato le espressioni di 84 atleti di Judo provenienti da 35 paesi, e al momento dell’assegnazione delle medaglie hanno osservato due comportamenti diversi tra i vincitori del bronzo e quelli dell’argento. I primi sorridono in modo genuino: il muscolo zigomatico solleva gli angoli della bocca e quello orbitale crea le zampe di gallina attorno agli occhi. I vincitori dell’argento invece sfoggiano un sorriso “botox”, in cui muovono solo la bocca. Un sorriso di circostanza.

 

La ragione per questa differenza di comportamento ha a che vedere con quello che gli psicologi Medvec, Madey e Gilovich hanno definito pensiero controfattuale e che consiste nel chiedersi “cosa sarebbe successo se?”. Chi ha vinto la medaglia d’argento pensa che se la sua performance fosse stata appena migliore avrebbe vinto la medaglia d’oro. Il vincitore del bronzo invece pensa che se le sue prestazioni fossero state appena peggiori, non avrebbe vinto assolutamente nulla.

 

Il pensiero controfattuale viene chiamato in causa in tante situazioni comuni. Cosa vi affliggerebbe di più, perdere il vostro treno con un margine di 3 minuti o di 30? In termini razionali non fa molta differenza, avete perso il treno e basta. Ma in termini emozionali fa una grande differenza. Se avete perso il treno per 30 minuti significa che non sareste mai riusciti ad arrivare in tempo. Ma se l’avete perso per 3 minuti non finirete di rimproverarvi e colpevolizzarvi per qualsiasi piccolo ritardo accumulato.

 

La morale? Se perdete l’oro per un soffio, assicuratevi che la cosa vi rovini la giornata ma non la vita. Più grande è una delusione maggiore è l’insegnamento che potete trarne, se vi impegnate a cercarlo invece di colpevolizzarvi. Insomma, prima di passare ad altro, ricordatevi di baciare la medaglia.

 

 

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