Le 4 verità: la felicità


Scritto da Franz Iacono


Le 4 verità: la felicità

La felicità è il Santo Graal di questi anni. Ma si tratta di un dono fugace della fortuna o di un patrimonio che possiamo costruire? Ecco le nostre 4 verità.

1.

Mito: I soldi non fanno la felicità.

Realtà: I soldi fanno la felicità (ma bisogna saperli spendere).

 

I soldi fanno la felicità, eccome. Dobbiamo però aggiungere che oltre una certa somma di denaro, la curva della felicità si stabilizza (e non pariamo di una cifra astronomica: si tratta di €70.000 all’anno). Un po’ perché le preoccupazioni cominciano a controbilanciare i benefici, un po’ perché alla ricchezza ci si abitua, un po’ perché i soldi vengono investiti in modi che non producono il piacere atteso.

C’è però un sistema infallibile per conservare la felicità: spendere per gli altri. Fare piccoli regali o dare una parte dei soldi in beneficienza è infatti il segreto per sentirsi subito soddisfatti di sé. Lo dice anche un antico proverbio cinese. “Se vuoi essere felice per un’ora, schiaccia un pisolino. Per un giorno, vai a pescare. Per un mese sposati. Per un anno, eredita una fortuna. Se vuoi essere felice per tutta la vita, dai una mano a qualcuno.”

2.

Mito: la felicità è inattingibile.

Realtà: la felicità si può costruire, basta porsi dei limiti.

 

“Chiedi se sei felice, e smetterai di esserlo”, scrive John Stuart Mill, che riassume la posizione ufficiale della filosofia su questo soggetto. Inseguire la felicità secondo Paul Watzlawick è la più madornale delle “Istruzioni per rendersi infelici.” Se poi la inseguiamo con troppa foga, dice Kierkegaard, la sopravanziamo. Arriviamo in anticipo mentre la felicità rimane lì, dietro di noi.

Questo per quanto riguarda la filosofia. Non tutte le discipline del pensiero però sono altrettanto disfattiste. Quelle più giovani e pragmatiche come le scienze sociali, la psicoterapia e le pratiche di life coaching non solo credono che la ricerca della felicità sia legittima, ma anche che produca risultati positivi. Altrimenti come farebbero a vendere tutti i libri di self-help che escono ogni giorno?

Uno degli approcci più interessanti, raccomandato dalla psicologa sociale Amy Cuddy, consiste nel “fingere di essere felici, finché non lo si diventa”. In una serie di test, in cui persone sono state invitate ad assumere pose fisiche assertive e positive, si è assistito a un innalzamento del testosterone l’ormone della sicurezza in se’ stessi e a una diminuzione del cortisolo, l’ormone secreto in situazioni di stress. A dimostrazione che se la mente può influenzare il corpo, è anche vero il contrario. Anche secondo Sonja Lyubomirsky, la felicità si può perseguire, ma bisogna farlo con moderazione, adottando alcuni atteggiamenti come la gratitudine e l’ottimismo, prodigandosi in atti di generosità verso il prossimo, e compiendo esercizi introspettivi come la meditazione. L’importante è non avere troppe aspettative, altrimenti al posto della felicità si rischia di incontrare l’ansia e la depressione.

3.

Mito: solo la famiglia può renderci felici.

Verità: se il partner ideale ci può dare la felicità, i figli spesso ce la tolgono.

Secondo tutte le ricerche chi è sposato è più felice. Certo non è sempre chiaro se la felicità sia un effetto del matrimonio o se non sia invece il contrario: ci si sposa perché si è felici e in quanto tali si è più positivi, sani e spesso benestanti, qualità particolarmente ricercate in questo mercato. Lo Harvard Study of Adult Development che segue la vita di alcune famiglie dal 1938, indica senza alcun dubbio che le persone coniugate sono più felici soprattutto perché più protette: contro le malattie croniche e, con l’avanzare degli anni, contro i disturbi mentali e la perdita della memoria.

Può invece risultare sorprendente che le coppie senza figli sono mediamente più felici di quelle con figli. Il rapporto con i figli normalmente consiste in lunghi periodi di disagi, noia e rinunce, che possono essere compensati da momenti, spesso brevi, di grazia. La memoria tende a sovrastimare questi momenti di piacere e armonia e a dimenticare gli aspetti negativi. Di conseguenza, quando affermiamo che i figli sono la prima fonte di felicità, non mentiamo solo agli altri, senza saperlo mentiamo prima di tutto a noi stessi.

4.

Mito: la felicità è la libertà di scegliere.

Verità: la felicità è la capacità di accettare le cose che non possono essere cambiate.

 

Per Dan Gilbert la felicità è alla nostra portata. Ognuno di noi ha infatti una macchina perfetta per costruirla: il cervello. E il cervello è in grado di “sintetizzare felicità” soprattutto nelle situazioni più difficili, quando ci troviamo intrappolati e non abbiamo la possibilità di scegliere. La situazione di blocco mette in moto una sorta di sistema immunitario psicologico che ci aiuta ad accettare quanto sta succedendo.

Non c’è che dire. Alla felicità piacciono i paradossi.

 

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