Mobbing sul lavoro: che cosa fare


Scritto da Areastream


Mobbing sul lavoro: che cosa fare

Il Mobbing si manifesta come un’azione (o una serie di azioni) che si ripete per un lungo periodo di tempo, compiuta da uno o più mobber per danneggiare qualcuno, quasi sempre in modo sistematico e con uno scopo preciso.

Mobbing sul lavoro: di cosa si tratta

Il mobbizzato viene letteralmente accerchiato e aggredito intenzionalmente (il verbo inglese to mob significa “assalire, aggredire, affollarsi attorno a qualcuno”) da aggressori che mettono in atto strategie comportamentali volte alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale.

Mobbing sul lavoro: quali sono gli effetti

Il Mobbing ha effetti devastanti sulla persona colpita: essa viene danneggiata psicologicamente e fisicamente, menomata della sua capacità lavorativa e della fiducia in se stessa. Risente spesso di sintomi psicosomatici, stati depressivi o ansiosi, tensione continua e incontrollata.

Mobbing sul lavoro: cosa si può fare?

Cosa si può fare dunque se si è soggetti a questo genere di violenza? Ecco alcuni suggerimenti:
– Rafforzare se stessi e documentarsi, cioè raggiungere la consapevolezza della propria situazione, comprendendo che i sentimenti che si stanno provando in questo momento, quali solitudine, inadeguatezza, rabbia ecc., sono causati dal mobbing e non ne sono essi stessi la causa.
Raccogliere informazioni che potrebbero servire in futuro come prove giuridiche.
– Cercare alleati quali sindacato, associazioni, medico di base, medico competente, psichiatri, psicologi.
Denunciare il mobbing: questa è l’arma più potente che la vittima ha a disposizione nella guerra al mobbing.
Allontanarsi dall’ambiente mobbizzante attraverso periodi di malattia o ferie, mentre non è sempre opportuno o applicabile abbandonare il posto di lavoro, soprattutto se non si ha ancora una valida alternativa di occupazione.

Dott.ssa Valeria D’Antonio

Psicologa clinica e mediatrice familiare

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