Narcisismo e psicologia: virtù o disturbo della personalità?


Scritto da Anna Invernizzi


Narcisismo e psicologia: virtù o disturbo della personalità?

 

Lo “spettro narcisista” raccoglie una ampia gamma di comportamenti che possono essere molto positivi o molto negativi. La psicologia ne studia i tratti con molta attenzione.

Il personaggio di Narciso dà il nome anche ad uno splendido fiore ed è stato protagonista di un meraviglioso capolavoro del Caravaggio. Ma la sua figura nel variopinto mondo della mitologia greca assume indubbiamente una connotazione tragica e crudele: incapace di provare qualunque tipo di sentimento per le persone che lo amano, Narciso viene condannato da una punizione divina ad innamorarsi della propria immagine riflessa nell’acqua e muore cadendo nel fiume mentre si specchia in esso, rimirandosi.

Dentro la sua leggendaria figura c’è tutta l’essenza controversa del termine “narcisismo” che, non a caso, fa riferimento al suo nome. Si tratta di un insieme di condizioni, elementi e situazioni della personalità assai complesse, la cui interpretazione e le cui conseguenze comportamentali e sociali sono diverse e per certi versi, contrastanti. Non a caso è un fenomeno interiore da sempre al centro dello studio psicologico, che lo classifica più propriamente, usando un termine tecnico, come disturbo narcisistico della personalità.

 

Il narcisismo “sano” e quello “maligno”

L’efficace definizione di “spettro narcisistico” definisce bene il modo con cui la psicologia si approccia a questo “modo” comportamentale: esistono secondo gli studiosi, due estremi opposti di comportamento narcisista, il “narcisismo sano” ed il narcisismo “maligno”. Occorre osservare come queste definizioni siano frutto di una lunga e “sofferta” evoluzione delle ricerche in campo psichiatrico e psicologico ed in effetti sono entrate nel linguaggio comune della comunità scientifica solo in anni recenti. Il narcisismo “sano” è quella modalità di “amor proprio”, di sicurezza e fiducia in sé stessi che porta a comportamenti positivi, spesso universalmente riconosciuti nella società e forieri di effetti oggettivi per tutti. Sono narcisisti “sani” i personaggi carismatici, assertivi, convincenti, in genere capaci di una leadership naturale e di una altrettanto naturale capacità di suscitare empatia. E’, dunque, un tratto caratteriale generalmente associabile ad una personalità “vincente”. All’estremo opposto si trova il narcisista “maligno” che ovviamente, costituisce un caso gravemente patologico configurandosi come un evidente disturbo della personalità. I soggetti che ne sono affetti sono paranoici, in genere assai aggressivi e crudeli, isolati dalla realtà ed incapaci di sentimenti, con una elevata asocialità. Si tratta, è inutile specificarlo, di soggetti spesso pericolosi anche dal punto di vista della convivenza umana, per la loro tendenza a far del male a sé stessi e agli altri.

 

Il narcisismo “covert” e quello “overt”

Fra questi due estremi – l’uno caratteristica molto simile ad una virtù, l’altro segno di una personalità completamente psicopatica – ci sono una vasta gamma di comportamenti che costituiscono le diverse “gradazioni” di narcisismo del già citato spettro. Nel 1991 lo psichiatra Paul Wink ha identificato e codificato i due più noti stati “intermedi” di narcisismo: quello “covert” o nascosto e quello “overt” o manifesto. Il narcisista covert è sostanzialmente una persona che ha difficoltà di rapporto con gli altri, ha una sensibilità eccessiva alle critiche e sente un accentuato senso di distanza con le persone ed il mondo che lo circondano. E’ fondamentalmente una persona che tende ad essere sola e per questo, sbilanciata spesso verso la depressione che, in alcuni casi, può trasformarsi anche in rabbia repressa ed aggressiva.

All’opposto, il narcisista overt è spesso – per motivi opposti – altrettanto aggressivo, in genere affetto da un “complesso di superiorità” che lo rende spavaldo ed ardito e caratterialmente euforico o a volte, freddo e distaccato. La sua deviazione psicologica si potrebbe definire complementare a quella “covert”: se questo “esplode per il livore che accumula”, l'”overt” ha in genere una considerazione degli altri molto bassa e comportamenti spietati ed aggressivi.

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