Regali di Natale: uno stress per chi li fa e per chi li riceve.


Scritto da Franz Iacono


Regali di Natale: uno stress per chi li fa e per chi li riceve.

L’appuntamento con i regali di Natale spesso produce ansia e apprensione. Chi regala ha paura di sbagliare. Chi riceve ha paura di restare deluso. Entrambi temono il momento della verità, quando il regalo sarà aperto davanti a tutti. Ma non c’è un modo intelligente per ridurre tutto questo stress?

 

Diciamolo una volta per tutte. Il regalo di Natale è un’usanza barbara. Dal momento in cui viene scelto nel negozio a quello in cui viene aperto sotto lo sguardo giudicante di tutti i presenti, il regalo fa affiorare il peggio di noi. Meschinerie, vanità, cattivo gusto, mancanza di sensibilità, per non parlare di fraintendimenti o di vere e proprie gaffe (mai successo di ricevere lo stesso regalo che avevamo fatto noi il Natale precedente?)

 

Chiaramente stiamo un po’ esagerando, ma rimane il fatto che il Natale dovrebbe essere un momento di raccoglimento e di armonia e non un appuntamento ansiogeno. Esiste un modo per scambiarsi i regali senza scambiarsi lo stress? Secondo gli studi della psicologia sociale ne esistono almeno tre.

 

Chiedere al ricevente che tipo di regalo desidera

Secondo ben 5 ricerche chi riceve il regalo lo apprezza molto di più se corrisponde a una richiesta esplicita. Il donatore però è spesso convinto che un regalo inaspettato può essere ugualmente apprezzato. All’origine di questo dilemma c’è una credenza, chiaramente priva di fondamento: che in un regalo non richiesto verrà apprezzato di più lo sforzo di immaginazione e la capacità di accendere il piacere di chi lo riceverà.
A ciò si aggiunge l’errata convinzione che il fattore sorpresa sia apprezzato in quanto tale. Certo, un’idea originale quando si apre il pacco fa colpo su tutti i presenti, ma il destinatario del regalo considera l’effetto momentaneo molto meno importante di quello a lungo termine.

 

Regalare soldi in contanti

Sembrerà un po’ arido, ma secondo molti studi il regalo natalizio migliore in assoluto è il contante. Se da un lato, spiega l’economista Joel Waldfogel la corsa ai regali è un toccasana per l’economia di un Paese, la perdita di valore per chi riceve il regalo è considerevole: uno spreco che va dal 10 al 33% del valore dell’oggetto regalato. Il che significa che in l’oggetto che regaliamo vale in media fino a un terzo in meno rispetto a quello che il ricevente avrebbe comprato se gli avessimo regalato soldi in contanti.

 

Bisogna precisare però che un regalo in contanti non vale allo stesso modo per tutti: se da un lato è molto apprezzato dagli adolescenti, sarà invece ritenuto inadeguato dai nostri partner, che di solito si aspettano di ricevere “quella cosa a lungo desiderata”.

 

Il buono regalo

Si tratta di una soluzione ibrida che lascia una certa libertà di personalizzazione al beneficiario senza discostarsi troppo dalla tradizione natalizia. Secondo il Journal of Behavioral Decision Making, mentre chi riceve contanti si sente quasi obbligato a usarli per acquistare cose utili, chi riceve un buono regalo tende a focalizzarsi sulla parola “regalo” e si sente dunque autorizzato a concedersi un bene voluttuario o frivolo.

 

Secondo gli esperti chi dona un buono regalo deve cercare di non essere troppo specifico nella scelta di un negozio o di una tipologia di prodotti. Più restrittivo è il buono e minori sono le probabilità che venga utilizzato dal ricevente. Meglio lasciare a quest’ultimo la massima flessibilità.

 

D’accordo, alcuni diranno che queste soluzioni mortificano qualsiasi tentativo di fare un regalo che sia appena originale. Il fatto è che un regalo che riteniamo “originale” e in grado di cogliere lo spirito della persona per cui l’abbiamo pensato, quasi sempre finisce nel cassetto e qualche volta nella spazzatura.

 

Val la pena a questo punto fare una distinzione tra regalo e dono. Il regalo è per così dire obbligatorio, perché è legato a una ricorrenza e dunque non comporta alcuna spontaneità: solo adeguatezza alle aspettative. Il dono invece non implica alcuna reciprocità. È piacere di dare allo stato puro e si può (anzi si deve) esprimere in qualsiasi momento, senza un’occasione particolare. E chi riceve non resterà mai deluso.

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