Shopping compulsivo: un modello cognitivo comportamentale


Scritto da Chiara Mastropasqua

Neuro scienziata / Neuro Scientist


Shopping compulsivo: un modello cognitivo comportamentale

Lo shopping compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi ed è caratterizzato da un desiderio incontrollabile e intrusivo di comprare.

Abitudine diffusa e socialmente accettabile, risulta spesso difficile identificare e caratterizzare in modo sistematico le componenti disfunzionali dello shopping. Recentemente è stato delineato un modello cognitivo comportamentale che mette in evidenza fattori identificativi e di rischio dello shopping compulsivo, organizzandoli in quattro categorie.

Shopping compulsivo: esperienze pregresse e  ambiente familiare.

Ambienti familiari ostili, presenza di disturbi psichiatrici in famiglia ed eventi traumatici rappresentano un fattore di rischio determinante. Comprare diventa un mezzo per la definizione del sè, attraverso l’ostentazione di uno status sociale e l’attribuzione di un valore emotivo agli oggetti che possa compensare le mancanze della vita interpersonale.

Shopping compulsivo: fattori individuali e ambientali.

Ansia, depressione, tensione e stress sono considerati fattori scatenanti nell’acquisto compulsivo.La mancanza di controllo su questi stati emozionali negativi e intrusivi, genera sentimenti di frustrazione, di inadeguatezza e di bassa autostima a cui i compratori compulsivi sono in grado di rispondere solamente attraverso lo shopping, che viene in questo modo identificato come un momento di svago e di fuga, un’attività cognitivamente poco impegnativa in grado di compensare transitoriamente la perdita del controllo razionale.

Shopping compulsivo: l’attività di comprare.

Durante lo shopping compulsivo, la diminuzione dei livelli attentivi innesca due meccanismi distinti. Da una parte si sperimenta un sensibile miglioramento dell’umore, un aumento dell’autostima e un senso di appagamento e soddisfazione che generano la convinzione (illusoria) di aver riacquisito il controllo su se stessi. Dall’altra, la totale focalizzazione dell’attenzione nello shopping compulsivo, innesca uno stato di oblio,uno stato mentale dissociato durante cui il normale processamento delle informazioni (“Mi serve veramente?” o “Posso permettermelo?”) viene temporaneamente compromesso. Il rinforzo positivo derivante dall’ immediato miglioramento dell’umore appare essere preponderante, evidenziando come gli effetti positivi vissuti a breve termine influenzino maggiormente la volontà del soggetto a discapito di conseguenze negative a lungo termine.

Shopping compulsivo: fase post-shopping.

La fase che segue l’acquisto è caratterizzata da un brusco ritorno alla realtà in cui la soddisfazione e l’appagamento vengono rapidamente rimpiazzati da senso di colpa, rimorso e auto-recriminazione, a cui il compratore compulsivo troverà rimedio solamente attraverso una nuova fase di acquisto irrefrenabile.

 

Fonte: Compulsive buying: A cognitive–behavioural model

S Kellett, JV Bolton – Clinical psychology & psychotherapy, 2009 – Wiley Online Library

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